Un solo bidello per 487 studenti. È scoppiata la polemica in una scuola primaria di Torino con i genitori che, preoccupati da una situazione che diventa giorno dopo insostenibile, hanno lanciato un appello affinché la questione finisca nelle mani della giustizia. Sono 297 le firme raccolte per denunciare la carenza del personale Ata all’interno dell’istituto in una lettera indirizzata alla Flc Cgil Torino che ha poi provveduto con un esposto alla Procura della Repubblica. "Il secondo collaboratore effettua sorveglianza in portineria, senza potersi muovere. Alla luce della recente tragica vicenda di Milano, chiediamo che siano assegnate maggiori risorse alla nostra scuola e che sia dato il nulla osta per reclutare altro personale. Assolutamente necessario per vigilare uno stabile con un ampio vano scala a pochi metri dalle aule", si legge nella missiva in cui si fa chiaro riferimento alla vicenda del bambino caduto sporgendosi dalla trombe delle scale mentre era a scuola.

Tuttavia, il sindacato, chiamato in causa, ha sottolineato che non si tratta di un caso isolato. "Dobbiamo fare i conti con i tagli che sono stati fatti sugli organici scolastici – ha detto a La Stampa Massimiliano Rebuffo, segretario generale Flc Cgil Torino -. Quanto segnalato dai questi genitori rappresenta infatti il dato problematico con il quale tutte le scuole primarie del nostro territorio, tutti i giorni, devono confrontarsi". Per questo non hanno voluto divulgare il nome dell'istituto finito nel mirino di quasi duecento mamme e papà. "I problemi sono iniziati quando con le varie riforme è stato ridotto drasticamente il personale – ha detto ancora Rebuffo -. Ma soprattutto il calcolo del personale da assegnare a ciascuna scuola viene fatto seguendo criteri prettamente numerici, che però non tengono conto della struttura della scuola, che in molti casi è su più piani o ha corridoi lunghi decine di metri per cui sebbene il numero degli allievi sia compatibile, non è comunque possibile sorvegliarli in modo adeguato. Senza considerare che anche per i dirigenti scolastici è diventato difficile barcamenarsi tra il rispetto dei budget e l'esigenza di sostituire per esempio chi è in malattia anche in deroga con le disposizioni del Ministero".