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Torino, 13enne attirata nel bar e violentata dal gruppo, arrestati 3 giovani: “Dicevo basta e loro continuavano”

I fatti contestati risalgono al novembre scorso ma l’arresto dei tre giovani di 19, 21 e 22 anni è scattato dopo che da alcune intercettazioni telefoniche sarebbero emersi tentativi di influenzare testimoni e vittima con minacce e intimidazioni.
A cura di Antonio Palma
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Violenza sessuale di gruppo pluriaggravata su una ragazzina appena tredicenne, è questa la pesantissima accusa di cui devono rispondere tre giovani ragazzi torinesi di 19, 21 e 22 anni, arrestati nelle scorse ore dai carabinieri del comando provinciale di Torino al termine di una lunga e delicata inchiesta partita alcuni mesi fa.

I fatti contestati infatti risalgono al novembre dello scorso anno quando, alcuni giorni dopo lo stupro di gruppo, la ragazzina ha trovato il coraggio di confessare l’accaduto alle amiche che l’anno convinta poi a parlarne anche con i genitori che con lei hanno presentato la denuncia alle forze dell’ordine. La violenza si sarebbe consumata nel retro di un locale dell’hinterland di Torino dove, secondo il racconto della minore e la ricostruzione degli inquirenti, la minore sarebbe stata attirata in una trappola con una scusa.

La vittima infatti conosceva uno dei giovani arrestati. La sera del 23 novembre scorso questi l’aveva invitata nel locale spiegando di doverle parlare della storia che aveva avuto con una comune amica. Una volta sul posto, però, è stata portata sul retro del locale dove avrebbe trovato gli altri due che avrebbero abusato di lei mentre il primo faceva da palo evitando che si avvicinassero altre persone.

La minore sotto shock era tornata a casa senza dire nulla prima di confidarsi con le amiche alcuni giorni dopo. Racconto poi ripetuto davanti ai carabinieri. “Mi hanno messa contro il muro e mi hanno violentato. Dicevo basta e loro continuavano più forte” è il terribile racconto della vittima giudicato credibile dagli investigatori. “La persona offesa, in ogni occasione in cui è stata sentita, dai carabinieri, in ospedale, in Procura, ha sempre reso la stessa descrizione dell’accaduto” spiega il Gip.

Dopo le prime indagini, i tre si sono presentati in caserma con l’intenzione di querelare la ragazzina per diffamazione negando ogni cosa ma durante le indagini sarebbero emerse condotte che hanno spinto la Procura a chiedere e ottenere dal gip la custodia cautelare in carcere.

In particolare dalle intercettazioni telefoniche, dopo alcune perquisizioni a loro carico, sarebbero emersi tentativi di influenzare testimoni e vittima con minacce e intimidazioni fino addirittura all’ipotesi di una spedizione punitiva in caso di arresti.

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