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Test di Medicina e semestre filtro

Test medicina, il Tar respinge i ricorsi per il semestre filtro: “Non ci sono irregolarità”

Il Tar del Lazio, con una serie di ordinanze, ha respinto i ricorsi degli studenti che hanno participato alle prove finale del semestre filtro di Medicina. I tre punti contestati: “Non sono stati semplici test di ammissione, ma veri e propri esami universitari che incidono sulla carriera dello studente”.
A cura di Ida Artiaco
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Il Tar del Lazio ha respinto i ricorsi presentati dagli studenti che hanno participato negli scorsi mesi di novembre e dicembre alle prove del semestre filtro di Medicina. Secondo le ordinanze del Tribunale, non presenterebbe irregolarità il nuovo sistema che ha superato i test d'ingresso introducendo un semestre aperto e subordinando l'accesso alla facoltà di Medicina e Chirurgia al secondo semestre al superamento di alcuni esami universitari.

Non può infatti ritenersi "manifestamente irragionevole la strutturazione di una fase di accesso basata sul superamento, con la mera sufficienza, di taluni esami universitari", si legge nella decisione. Il Tribunale ha riconosciuto il principio in base al quale le prove del semestre filtro non sono stati semplici test di ammissione, ma veri e propri esami universitari che incidono sulla carriera dello studente.

Il Tar del Lazio non ha condiviso neppure le contestazioni relative a "disagi sociali" e "compressione del diritto allo studio", rilevando che esistono strumenti di sostegno come le borse di studio, e ha definito "del tutto generica" la denuncia di violazione della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea.

I ricorsi contestavano in particolare tre punti relativi al semestre aperto, novità assoluta di quest'anno accademico per l'accesso alla facoltà di Medicina. Il primo riguarda il decreto ministeriale n. 1115/2025 con il quale il ministero dell'Università e della Ricerca ha modificato i criteri di formazione delle graduatorie, consentendo l'accesso anche agli studenti che non avevano ottenuto la sufficienza in tutte e tre le materie del Semestre aperto (biologia-chimica-fisica), a condizione di recuperare i crediti mancanti attraverso prove di esame da svolgersi presso gli atenei assegnati. Secondo il Tar, il Mur "non ha travolto le regole originarie", ma le ha integrate in modo compatibile con i criteri di "par condicio concorsuale e del legittimo affidamento".

Il secondo punto riguarda la decadenza dell'immatricolazione e in proposito il Tar ha escluso la supposta irragionevolezza della norma secondo cui lo studente che non si immatricola nella sede assegnata perde il posto. Il terzo punto riguarda infine le violazioni dell'anonimato durante le prove d'esame denunciate nei ricorsi e basate sul fatto che le etichette con i codici numerici sarebbero state applicate direttamente al banco e poi ritirate dal personale d'aula, con il rischio di collegare il compito al candidato. Il Tar precisa però che "non risulta in alcun modo che al termine delle prove i compiti siano consegnati nelle mani della commissione e non chiuse negli appositi contenitori".

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