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Terrorismo, in arrivo norme più rigide: pene più alte per i foreign fighters

Il decreto dovrebbe prevedere pene fino a 10 anni per i foreign fighters, il ritiro del passaporto per i sospetti, l’inserimento nel codice penale di un reato ad hoc per punire chi organizza viaggi di combattenti, la possibilità di oscurare siti web jihadisti e una stretta sugli esplosivi.
A cura di Susanna Picone
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Il Consiglio dei ministri oggi licenzierà il ddl di contrasto al terrorismo internazionale ormai annunciato da giorni. “La crescente minaccia del terrorismo – ha detto il ministro della Giustizia Andrea Orlando – pone l’obbligo di un rafforzamento degli strumenti di prevenzione e repressione. È ineludibile introdurre nuove misure per rendere selettivi e stringenti i controlli sui materiali che potrebbero essere usati per attentati e sulle misure contro gli stranieri combattenti”. Obiettivo del preannunciato “pacchetto” di norme di contrasto predisposto dal ministro dell'Interno, Angelino Alfano, con la collaborazione del guardasigilli Andrea Orlando, è il contrasto delle modalità emergenti con cui si manifesta la minaccia jihadista, ancora più preoccupante dopo Parigi. Dai “lupi solitari”, ai foreign fighters, al web come mezzo di propaganda. La bozza di testo contiene pochi articoli, con alcune modifiche al codice penale. Si introduce la possibilità di applicare una pena fino a dieci anni di carcere per chi va a combattere nei teatri di guerra: le ultime stime indicano 59 foreign fighters passati per l'Italia. Previste sanzioni anche per chi organizza i viaggi “finalizzati al compimento di condotte con finalità terroristiche” e per i soggetti che si auto-addestrano al compimento di atti terroristici.

Il testo prevede poi misure di prevenzione per i sospetti terroristi: sorveglianza speciale, obbligo di soggiorno, ritiro del passaporto. C'è quindi un giro di vite sui precursori degli esplosivi, con l'arresto per chi detiene o commercializza, senza autorizzazione, sostanze che potrebbero venire usate per la fabbricazione di ordigni. Guerra al terrorismo anche sul web, strumento di radicalizzazione e proselitismo abilmente usato dall'Isis e dagli altri gruppi terroristici. Il testo punta a dare maggiori poteri all'autorità giudiziaria di oscurare i siti che fanno propaganda islamista. Da valutare, inoltre, la creazione di una Procura nazionale antiterrorismo da introdurre nell’ambito della Procura nazionale antimafia. Alfano ha spiegato che il nuovo organismo “può essere utile se lavora in squadra con le Procure distrettuali, ma non bisogna dimenticare che gran parte del lavoro su questo tema avviene a livello di intelligence e di informazioni preventive, non nei tribunali”.

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