Paura nella notte in Sicilia, dove una scossa di terremoto è stata registrata alle 3.06 nella provincia di Catania, alle pendici orientali dell'Etna. La scossa, di magnitudo 3.3 della scala Ricther, è stata registrata dai sismografi dell'Ingv, l'istituto nazionale di geofisica e vulcanologia. Secondo i rilevamenti dell’Ingv, il terremoto – con coordinate geografiche (lat, lon) 37.73, 15.11 – ha avuto ipocentro a nove chilometri di profondità ed epicentro tra i comuni di Milo, Sant'Alfio e Zafferana Etnea. Tutti nella provincia di Catania i comuni entro i dieci chilometri dall'epicentro del terremoto che ha svegliato la Sicilia. Oltre a Milo, Sant’Alfio e Zafferana Etnea, troviamo Santa Venerina, Giarre, Mascali, Riposto e Piedimonte Etneo.

Non si segnalano danni a cose o persone – La scossa, come si evince anche da diverse segnalazioni apparse sui social nei momenti successivi al terremoto, è stata avvertita dalla popolazione nel Catanese, per il momento comunque non si segnalano danni alle persone o alle cose.

Etna: cenere lavica da crateri sommitali, chiusi due settori dello spazio aereo – La terra ai piedi dell’Etna in Sicilia torna a tremare in un momento in cui l'ennesima risalita di energia nei condotti magmatici interni del vulcano ha portato a una nuova fase eruttiva con l'emissione di cenere lavica dai crateri sommitali. I fenomeni sono monitorati dall'Ingv-Oe. Il fenomeno è circoscritto ad alta quota ma per precauzione l'unità di crisi dell'aeroporto di Catania ha disposto la chiusura di due settori dello spazio aereo. Per ora sarà consentito l'arrivo di 4 aeromobili ogni ora, mentre le partenze non subiranno limitazioni, anche se potranno essere comunque soggette a ritardi e disagi. I passeggeri possono verificare lo stato del proprio volo con le compagnie aeree e informazioni sull'operatività generale dell'aeroporto si trovano sul sito www.aeroporto.catania.it e sui profili Facebook e Twitter dello scalo aereo. Anche nei giorni scorsi l'Etna è stato protagonista di una fase eruttiva che ha interessato i crateri sommitali con boati e abbondante e intensa emissione di cenere lavica e l'Unità di crisi della Sac aveva dovuto disporre la chiusura di un settore dello spazio aereo a causa della forte emissione di cenere.