A volte ritornano. Fabrizio Curcio è il nuovo capo dipartimento della Protezione Civile, ruolo che aveva già ricoperto tra il 2015 e il 2017, quando si era dimesso per motivi strettamente personali ed era stato succeduto da Angelo Borrelli. La "ri-nomina" di Curcio è stata decisa comunicata ufficialmente oggi pomeriggio dal Presidente del Consiglio Mario Draghi. "Ad Angelo Borrelli vanno i ringraziamenti per l'impegno profuso e il lavoro svolto in questi anni", ha scritto in una nota Palazzo Chigi.

Chi è Fabrizio Curcio, l'ingegnere specializzato nelle emergenze

Ma chi è Fabrizio Curcio? Il suo è il curriculum di un funzionario di Stato di lungo corso, un uomo che ha ricoperto in carriera ruoli di sempre maggior prestigio e responsabilità. Dopo la laurea in ingegneria conseguita alla Sapienza di Roma, con un Master in Sicurezza e Protezione, Curcio entra nel Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco; nel 1997 è responsabile della sezione operativa della colonna mobile dei pompieri veneti che intervengono per il terremoto in Umbria e nelle Marche, mentre tre anni più tardi – in occasione del Giubileo del 2000 – diventa coordinatore dei Vigili del Fuoco impegnati nell’organizzazione e nella realizzazione delle misure di sicurezza dell’evento.

L'approdo in Protezione Civile arriva nel 2007. A chiamarlo l'allora capo Guido Bertolaso, che l'anno successivo lo pone alla guida dell’Ufficio Gestione delle emergenze, organo chiave del Dipartimento in prima linea nella gestione e nell’organizzazione della risposta alle emergenze che colpiscono il paese. Nel 2009 è tra i coordinatori dei soccorsi al terremoto de L'Aquila, nel 2012 svolge lo stesso ruolo in occasione del sisma dell'Emilia Romagna senza dimenticare, pochi mesi prima, il naufragio della Costa Concordia: in quell'occasione è incaricato della gestione dell’emergenza e delle fasi di recupero e allontanamento della nave dall’allora Capo del Dipartimento Franco Gabrielli.

Il terremoto del Centro Italia e le polemiche sui ritardi nella consegna delle SEA

Nel 2015 il Presidente del Consiglio Matteo Renzi lo nomina Capo del Dipartimento della Protezione Civile e pochi mesi più tardi, il 24 agosto del 2016, Curcio deve fare i conti con la prova più complessa della sua carriera, la sequenza sismica del Centro Italia, con i quasi 300 morti di Amatrice, Accumuli e Arquata del Tronto del 24 agosto e poi, il 26 e 30 ottobre, la distruzione di centinaia di borghi e città di Marche, Umbria, Lazio e Abruzzo: un evento sismico devastante che mette alla prova le capacità della Protezione Civile, struttura sulla quale ricadono spesso le accuse dei comitati di terremotati soprattutto per i ritardi nella consegna delle SAE, le soluzioni abitative d'emergenza.

Curcio si dimette dall'incarico di Capo Dipartimento della Protezione Civile nel 2017 per motivi personali, ma non abbandona del tutto il campo: nel 2018 infatti viene indicato dal Presidente del Consiglio coordinatore della Cabina di regia in attuazione del “Protocollo d’intesa per un’azione urgente nella Terra dei fuochi”. Attualmente Fabrizio Curcio è anche responsabile di Casa Italia, il Dipartimento che il Governo ha voluto per promuovere la sicurezza del Paese in caso di rischi naturali e la ricostruzione delle zone terremotate.