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Opinioni
3 Luglio 2014
22:08

Nella Terra dei fuochi si muore di più: ora lo affermano anche i monitoraggi sanitari

Lo studio Sentieri dell’Iss conferma: mortalità aumentata del 13% nelle aree tra Napoli e Caserta. Nel mirino soprattutto le patologie tumorali, dal cancro allo stomaco a quello al fegato. Sulle patologie infantili viene chiaramente suggerito ai genitori di evitare «esposizioni indebite dei bambini a inquinanti ambientali, con uno sforzo di famiglia, scuola e pediatri».
A cura di Ciro Pellegrino
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Nella Terra dei fuochi si muore. E non è uno slogan, non è, come qualcuno pure si è azzardato a dire, colpa di "stili di vita", non è una sensazione non suffragata dai dati scientifici. Dopo decenni di denunce di medici e scienziati (da Antonio Giordano ad Antonio Marfella), pressoché isolati, ora sono i dati dell'Iss, l'Istituto Superiore di Sanità a confermare quel che era sotto gli occhi di tutti coloro i quali vivono nel perimetro della morte della Campania, compreso fra le province di Napoli e Caserta. L'aggiornamento dello studio epidemiologico Sentieri appena pubblicato dall'Iss, dichiara che nella zona c'è «un eccesso di mortalità rispetto al resto della regione del 10% per gli uomini e del 13% per le donne nei comuni in provincia di Napoli, mentre per quelli in provincia di Caserta è rispettivamente del 4 e del 6%».

Lo studio Sentieri dell'ISS sulla Terra dei Fuochi

Lo studio Sentieri (dal nome della metodologia usata, con la quale si individuano, a priori, in base a una revisione sistematica e standardizzata della letteratura scientifica, le patologie associabili a quadri di contaminazione ambientale) è basato sui dati forniti da 55 comuni della Campania. Riscontra un eccesso di ricoveri ospedalieri per diversi tipi di tumore. «In particolare – si legge – stato individuato il gruppo di patologie per le quali sussiste un eccesso di rischio in entrambi i generi per tutti i tre indicatori utilizzati (mortalità, ricoveri, incidenza tumorali) costituito da: «tumori maligni dello stomaco, del fegato, del polmone, della vescica, del pancreas (tranne che nell'incidenza fra le donne), della laringe (tranne che nella mortalità fra le donne), del rene (tranne che nell'incidenza fra gli uomini), linfoma non Hodgkin (tranne che nella mortalità fra gli uomini)». In eccesso in tutti i 3 indicatori il tumore della mammella. Nella provincia di Caserta riscontrati «eccessi in entrambi i generi per i due esiti disponibili (mortalità e ricoveri ospedalieri) riguardano i tumori maligni dello stomaco e del fegato; i tumori del polmone, della vescica e della laringe risultano in eccesso tra i soli uomini».

L'aggiornamento dello studio Iss Sentieri non ha invece trovato un eccesso di mortalità tra i bambini, mentre il tasso di ricoveri nel primo anno di età per i tumori è risultato maggiore del 51% nella provincia di Napoli e del 68% in quella di Caserta. «Per quanto riguarda la fascia di età 0-14 anni si osserva un eccesso di ospedalizzazione per leucemie in provincia di Caserta – si legge nella nota diffusa da Iss -. Nella provincia di Napoli, servita dal Registro Tumori, si è osservato un eccesso di incidenza per tumori del sistema nervoso centrale nel primo anno di vita e nelle classi d'età 0-14». I componenti del Gruppo di lavoro ISS per l’aggiornamento dello Studio sono i ricercatori Loredana Musmeci, Pietro Comba, Lucia Fazzo, Ivano Iavarone (Dipartimento Ambiente e connessa Prevenzione Primaria) e Stefania Salmaso, Susanna Conti, Valerio Manno, Giada Minelli per il Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute.

Le conclusioni dello studio sulla Terra dei Fuochi

L'aggiornamento dello studio Sentieri, che riguarda anche il Sin, sito di interesse nazionale, di Taranto , per quel che concerne la Terra dei Fuochi ha permesso di formulare alcune raccomandazioni di Sanità Pubblica che attengono a misure di prevenzione da attuare a beneficio delle popolazioni, con particolare attenzione alla tutela della salute materno-infantile già nel periodo prenatale. Ci sono 200 pagine nel dossier che descrivono dettagliatamente metodi, dati e risultati, nel caso della Terra dei Fuochi aggregati per le Province di Napoli e Caserta e ulteriormente disaggregati a livello comunale, e che è corredata da un’ampia bibliografia che viene pubblicata integralmente. «Parallelamente al proseguimento al percorso di risanamento ambientale in atto – si legge – i dati che emergono dallo studio avvalorano l’importanza di tutte le procedure di prevenzione accreditate nell’ambito materno-infantile, pediatrico e adolescenziale nonché dell’età adulta e l’ottimizzazione dei percorsi diagnostici e terapeutici per le diverse patologie considerate come previsto in altri documenti prodotti in attuazione della Legge 6 del 6/2/2014 cosiddetta Terra dei Fuochi». Fra i suggerimenti contenuti nel documento viene evidenziata la necessità di rafforzare «l'attività di prevenzione rispetto ai rischi ambientali per la salute infantile, evitando esposizioni indebite dei bambini a inquinanti ambientali, con uno sforzo integrato della famiglia, della scuola e dei pediatri di libera scelta».

I dati dello studio sulla mortalità nella Terra dei Fuochi

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Giornalista professionista, capo servizio di Napoli a Fanpage.it. Insegna Etica e deontologia del giornalismo alla LUMSA. Ha un podcast che si chiama "Saluti da Napoli". È co-autore dei libri Il Casalese (Edizioni Cento Autori, 2011); Novantadue (Castelvecchi, 2012), Le mani nella città e L'Invisibile (Round Robin, 2013-2014). Ha vinto il Premio giornalistico Giancarlo Siani nel 2007 e i premi Paolo Giuntella e Marcello Torre nel 2012.
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