Tenta di sedare una rissa, capotreno colpito con una bottiglia rotta a Imperia: domani scatta lo sciopero

All'indomani dell'omicidio a Bologna di Alessandro Ambrosio un altro capotreno è stato ferito mentre tentava di riportare la calma a bordo di un convoglio. È accaduto ieri pomeriggio, intorno alle 17.30, sull’Intercity 1537 Ventimiglia-Milano, poco prima dell’arrivo alla stazione di Imperia. L’uomo era intervenuto per sedare una violenta lite tra due passeggeri, degenerata in pochi istanti in un’aggressione.
Secondo quanto ricostruito dalle testimonianze, i due uomini avevano con sé bottiglie di vetro. Durante la discussione, uno dei due avrebbe cercato di colpire il capotreno al collo e alla testa utilizzando dei cocci di bottiglia. Il ferroviere è riuscito a difendersi, ma ha riportato una ferita a una mano. Nessun altro passeggero è rimasto coinvolto. Sul convoglio è intervenuta la polizia, che ha fatto scendere i due uomini alla stazione di Imperia.
Dopo le cure del caso, il capotreno ha scelto di riprendere servizio e portare a termine il viaggio. Il treno ha accumulato un ritardo limitato, pari a circa cinque minuti.
L’episodio ha però avuto immediate ripercussioni sindacali. Le segreterie regionali di diverse sigle del trasporto ferroviario hanno proclamato uno sciopero di otto ore a seguito dell’aggressione. L’astensione dal lavoro coinvolgerà il personale degli equipaggi, i capi treno e i macchinisti, inclusi quadri, amministrativi e personale diretto e indiretto della Direzione Operativa Intercity di Trenitalia a Genova Piazza Principe. La mobilitazione è prevista per domani, 8 gennaio 2026, dalle 9.01 alle 17.00.
“Un fenomeno pericoloso che continua a crescere mentre le soluzioni per dare una risposta concreta restano incompiute senza una vera strategia”, commenta Sandra Piana, responsabile Fit Cisl Liguria per il trasporto ferroviario. “La sicurezza sul lavoro è un diritto che non è negoziabile, lo diciamo da mesi. Le iniziative che sono state messe in campo dall’azienda non sono sufficienti, bisogna riaprire i presidi della Polizia Ferroviaria a suo tempo chiusi e integrare con altro personale e occorre che RFI riprenda in mano il progetto di installazione tornelli mai portato a compimento. Non accettiamo che questi episodi vengano considerati come semplici causalità, i lavoratori devono essere tutelati in modo reale”.