Tassista vede cliente sofferente, cambia strada e va in ospedale salvandolo: “Ho capito grazie a Dr. House”

Chi per tanti anni è stato sulla strada vedendo centinaia di persone al giorno, come fa un tassista, spesso intuisce al volo comportamenti e caratteri ma il signor Gino Stellini, 73 anni, è andato decisamente oltre salvando un cliente appena salito sul suo taxi dopo aver individuato in pochi attimi i sintomi di un infarto in atto. È accaduto a fine gennaio a bordo di un’auto della cooperativa Taxi Padova guidata dal 73enne.
Sembrava una mattina di lavoro come tante, un cliente che sale bordo del suo taxi davanti alla stazione ferroviaria e indica la destinazione ma poi il passeggero che inizia a sudare e a respirare male. A quel punto però scatta lo spirito di osservazione del tassista che intuisce che qualcosa non va e invece di prosegue cambia strada e lo porta diritto in ospedale, di fatto salvandogli la vita.
Il cliente infatti era stato vittima di un infarto che se non curato immediatamente avrebbe potuto avere conseguenze letali. Un malore che il signor Gino Stellini ha individuato subito anche grazie alla sua passione per i medical drama, come ha confessato lo stesso tassista. “Non sono un medico, ma certi segnali non li dimentichi. Negli anni mi sono sempre interessato al mondo della medicina, guardo documentari ma soprattutto c’è una serie televisiva che mi ha appassionato molto: "Dr. House", era la mia preferita, guardandola ho imparato ad osservare, collegare i sintomi e non sottovalutare nulla” ha raccontato infatti al Corriere del Veneto, ricostruendo quei momenti.
“Dallo specchietto retrovisore ho notato che aveva anche la bocca un po’ storta, era un segno inequivocabile che era in corso un infarto. Ho dunque cambiato immediatamente percorso e sono andato dritto al pronto soccorso” ha spiegato il tassista che non vuol sentire parlare di eroi e conclude: “Il messaggio che vorrei arrivasse è mai girarsi dall’altra parte, soprattutto con i più fragili. A volte bastano pochi minuti per cambiare tutto”.