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4 Novembre 2017
21:00

Taranto, chiamano il 118 per un incidente stradale, poi prendono a calci e pugni i soccorritori

Durante un intervento di soccorso richiesto a causa di un incidente stradale, un autista del 118 è stato minacciato e preso a calci e pugni da alcune persone presenti sul luogo. Secondo quanto si apprende, il gruppo avrebbe dato in escandescenza perché voleva che la ragazzina ferita fosse trasportata immediatamente in ospedale.
A cura di C. M.
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Un operatore del 118, giunto per prestare soccorso a una persona rimasta ferita in un incidente stradale, è stato aggredito con violenza da alcune persone. Nel pomeriggio una ragazzina di 13 anni, in sella a un motorino, è rimasta coinvolta in un incidente stradale, in via Machiavelli a Taranto, rimanendo lievemente ferita. Chiamati immediatamente i soccorsi, gli operatori del 118 giunti tempestivamente sul luogo dell'impatto hanno iniziato a visitare la ragazzina nel tentativo di capire quale procedura fosse meglio attivare per salvaguardare la sua salute, dato che la tredicenne semrbava aver riportato un trauma cranico, oltre ad alcune fratture e ferite.

Il protrarsi dell'attesa probabilmente ha fatto perdere le staffe ad alcune persone presenti sul luogo dell'incidente – al momento non è dato sapere se fossero parenti della ragazzina – che hanno iniziato a inveire e minacciare il personale medico. A un certo punto l'autista del 118 ha cercato di riportare la calma e per questo motivo è stato scaraventato a terra e preso a calci e pugni. Secondo quanto riportato dalla stampa locale, gli aggressori avrebbero reagito così perché volevano che la tredicenne fosse trasportata immediatamente in ospedale, come poi è effettivamente avvenuto. L'operatore picchiato ha dovuto ricorrere alle cure del pronto soccorso e secondo quanto si apprende avrebbe sporto denuncia ai carabinieri. "Il team intervenuto, composto da una dottoressa, un’infermiera e un autista soccorritore, come da specifico protocollo internazionale, agendo con la massima professionalità nelle modalità più opportune nell’esclusivo interesse dell’infortunata e della sua salute, prestava le prime cure sul posto, per trasportarla solo in un secondo momento, in tutta sicurezza, al Pronto Soccorso", ha commentato l'Asl competente in una nota.

"Tale modalità di intervento, tuttavia, provocava un’incontrollata ed assolutamente inopportuna reazione da parte di alcune persone presenti, tra cui, pare, anche familiari della ragazza: la piccola folla presente prima investiva gli operatori del 118 con una raffica di invettive, poi aggrediva fisicamente l'autista-soccorritore, intento ad invitare tutti alla calma, che veniva spinto e fatto cadere a terra, e qui preso ripetutamente a calci e pugni alla testa e al torace, mentre la dottoressa veniva minacciata di morte", conclude l'Asl.

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