Tania Bellinetti caduta dal balcone di casa a Bologna, l’ex compagno ora è accusato di omicidio volontario

È cambiata l'accusa nei confronti del 36enne tunisino Faiez Selmi, ex compagno di Tania Bellinetti, la donna di 47 anni morta l'8 aprile 2025 dopo essere caduta dal balcone di casa a Bologna: l'uomo ora è imputato per omicidio volontario pluriaggravato e non più omicidio preterintenzionale.
La richiesta è arrivata dal pubblico ministero Marco Forte, nel corso dell'udienza preliminare di questa mattina davanti alla giudice Roberta Malavasi. Presente l'imputato, assistito dall'avvocato Roberto D'Errico.
Alla base della riformulazione del capo di imputazione ci sarebbe l'esito della consulenza cinematica dell'ingegner Giuseppe Monfreda, i cui risultati sono stati presentati pochi giorni fa.
Dall'analisi, secondo il pm, emergerebbe che alla base del fatto contestato ci sarebbe esclusivamente una azione volontaria da parte di Selmi, escludendo una dinamica accidentale non voluta così come una azione suicidaria.
Contestate all'imputato anche le aggravanti dell'aver commesso l'omicidio in un contesto di maltrattamenti e contro la persona con la quale conviveva stabilmente ed era legata a lui da una relazione affettiva. Oltre ai familiari di Tania Bellinetti, assistiti dagli avvocati Antonio Petroncini e Chiara Rinaldi, si sono costituite parti civile anche l'Udi e Sos Donna.
L'udienza preliminare riprenderà il 27 marzo. Il 38enne è in carcere dopo essere stato fermato il 23 luglio scorso in Francia, dove era fuggito subito dopo la morte di Bellinetti.
L'arresto era stato eseguito su mandato europeo che non riguardava la morte della donna, ma un'accusa di maltrattamenti ai danni della stessa Bellinetti per cui, a dicembre 2024, era stata emessa un'ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti dell'ex compagno.
"Ero un po' teso all'inizio, sto scaricando adesso, però diciamo che mi affido all'avvocato e combatteremo fino alla fine", ha detto il fratello della donna, Andrea, fuori dal Tribunale.
"Era quello che noi ritenevamo fosse giusto fare. Le prove di questo processo indicano che la povera Tania è stata uccisa ed è stata uccisa volontariamente dall'imputato. Naturalmente sarà poi il processo a dare dimostrazione di ciò", ha detto l'avvocato Antonio Petroncini, che insieme alla collega Chiara Rinaldi assiste i familiari di Tania.
"La consulenza cinematica disposta dal pm è stata importante per il cambio di imputazione", ha aggiunto il legale. "L'omicidio è avvenuto contestualmente a un comportamento maltrattante perché ricordiamoci che Faiez ha maltrattato e perseguitato per anni questa donna, ed è andato avanti a farlo nonostante processi e condanne che aveva già avuto, lui ha continuato imperturbabile a trattarla come una cosa sua che poteva essere picchiata a piacimento e alla fine l'ha uccisa", ha sottolineato Petroncini.
Rinaldi invece ha aggiunto che si sono aggiunti nuovi elementi "perché sotto un dito di Tania è stato rinvenuto il Dna dell'imputato".
Per il legale di Selmi, invece, "la consulenza cinematica non dà un'indicazione specifica, è molto generica e lascia aperta ogni possibile interpretazione, quindi per quanto mi riguarda è una forzatura ed è un'incolpazione abbastanza apodittica, perché è fuori dall'incarto processuale. Però questo è il contesto, faremo il processo e ci difenderemo, a questo punto, avendo capito qual è il percorso che intendono coltivare. Adesso l'udienza preliminare riparte da capo".