Strage sfiorata a L'Aquila, dove un pensionato è sospettato di aver tentato di far esplodere la casa in cui vive e quelle vicine con undici bombole di gas. L'uomo aveva da poco appreso che il figlio, di 35 anni, si era tolto la vita e secondo i carabinieri in preda alla disperazione avrebbe appiccato un incendio a pochi metri dalle bombole. Le fiamme sono state domate poco prima che le raggiungessero, eventualità che se si fosse verificata avrebbe causato un'esplosione tale da danneggiare molte abitazioni del quartiere. Sono stati proprio i vicini di casa a dare l'allarme e a chiamare carabinieri e vigili del fuoco che hanno poi definitivamente sventato la tragedia.

I fatti si sono verificati a Pettino, il quartiere più popoloso de L'Aquila, ricostruito dopo il terremoto del 2009. Erano le 8 del mattino di ieri quando l'anziano, distrutto dal dolore per la perdita del figlio, il secondo di tre, avrebbe tentato il gesto disperato. Cesidio Cocuzzi – questo il nome dell'uomo – è una persona stimata e da tempo, da dopo il decesso della moglie, era piombato in una profonda depressione. Dopo il trasferimento dei figli aveva continuato a vivere nella sua casa malgrado fosse stata dichiarata inagibile dopo il terremoto del 2009. Aveva  la corrente collegata a un piccolo impianto fotovoltaico e cucinava utilizzando bombole del gas che aveva accumulato. Due notti fa ha saputo che il figlio si era tolto la vita: morto nell'auto in un garage.

A quel punto, secondo l'ipotesi dei vigili del fuoco, Cocuzzi avrebbe radunato undici bombole del gas, circondandole di legna e pellet e poi dando fuoco al tutto. Se le fiamme avessero raggiunto il gas si sarebbe innescata una violentissima esplosione, scongiurata solo dall'intervento dei vigili del fuoco allertati dai vicini di casa. La procura della Repubblica ha aperto l'inchiesta per fare luce su quanto accaduto.