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Incidente ferroviario a Brandizzo, ultime news

Strage Brandizzo, il titolare della Sigifer: “Era un lavoro banale”, il tecnico in lacrime: “Non avevo interruzione”

Il capo della ditta per la quale lavoravano i cinque operai morti la sera del 30 agosto a Brandizzo, la Sigifer di Borgo Vercelli, non si spiega la strage. “Era un lavoro semplice, erano qualificati e c’era la scorta…” E il tecnico Antonio Massa, indagato: “No, non avevo interruzione”
A cura di Biagio Chiariello
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"Quella notte ero lì. Venticinque minuti dopo che mi hanno detto al telefono ‘è successa una strage'. Sono arrivato in stazione. Mi sono messo su quel binario. Ho visto tutto. E ho pianto". Così  il titolare della Sigifer, Franco Sirianni, in un'intervista a Repubblica, ricorda quei drammatici momenti dopo l'incidente di Brandizzo nel quale cinque suoi operati hanno perso la vita. "Non so nemmeno io come mi sento. Era un lavoro banale, c’era la scorta. Non capisco" ammette.

Il titolare della Sigifer: "Non mi spiego cosa è successo"

Il titolare dell'azienda di Vercelli poi assicura che "per noi la sicurezza è sempre stata al primo posto. I ragazzi lo sapevano. Io non volevo nemmeno che usassero il cellulare durante i lavori, se no potevano distrarsi. Sono stufo di leggere certe cose che si scrivono di me. Che io non penso alle famiglie. Sono il primo che è arrivato là". Spiega che non è vero che non fossero qualificati:

Quei ragazzi avevano i titoli per lavorare, ho letto cose assurde. C’era Andrea Gibin, capo squadra da tanti anni, c’era Michael Zanera, saldatore qualificato. Hanno fatto i corsi per Rfi entrambi ed erano in regola".

Anche perché, sostiene, "per spalare nella massicciata comunque non serve un titolo speciale, lo può fare chiunque. E quello, comunque, era un lavoro semplice". E dice di non essere riuscito a guardare il video di Laganà. "Mi sono dovuto fermare. Ma ripeto, io ho la coscienza pulita. So, come azienda, di averla".

 I costi dell'intervento: "750 euro di subappalto"

In un altro pezzo di oggi, La Stampa fa il conto del subappalto Sigifer. Per la tipologia di intervento – si legge sul quotidiano piemontese – la ditta incaricata incassa 50 euro al metro. A questi vanno aggiunti altri 200 euro per ogni saldatura. E in questo caso dovevano essere due. Un totale di 750 euro di lavori, mentre il materiale viene pagato e fornito da Rfi e la paga oraria di un operaio comune è di 25 euro lordi all’ora.

La società appaltatrice – prosegue il giornale – è la Costruzioni Linee Ferroviarie (Clf) e l’importo totale era di 260 milioni. Il gruppo, di proprietà della multinazionale olandese Strukton Rail, ha poi subappaltato all’azienda di Borgo Vercelli.

Che era nella white list dei fornitori: "La Clf gli affidava spesso le manutenzioni di livello più basso, quelle che avevano un margine di guadagno ridotto", si dice nel settore.

Il tecnico indagato: "No non avevo interruzione"

E invece è il Corriere della Sera a riportare le parole di Antonio Massa, il tecnico che ha dato il via libera agli operai nel cantiere di Brandizzo. L'uomo, in lacrime, avrebbe ammesso ai magistrati: "No. Non me l'avevano ancora data l'interruzione della linea". Parole che se confermate chiuderebbero il cerchio sull'ipotesi dell'errore umano.

I giudici intanto hanno informato Massa che dopo la deposizione risulta indagato, così come  il capo del cantiere della ditta incaricata di eseguire i lavori, Andrea Girardin Gibim. L'uomo è ancora in ospedale.

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