È attesa per il tardo pomeriggio di oggi, giovedì 14 novembre, più o meno intorno alle 18, la sentenza della prima Corte di Assise di Roma sul processo Cucchi Bis. Nell'aula bunker del carcere di Rebibbia i giudici, che sono riuniti da qualche ora in Camera di Consiglio, emetteranno il verdetto sui cinque carabinieri imputati, accusati a vario titolo di omicidio preterintenzionale, falso e calunnia rispetto alla morte di Stefano Cucchi, il ragioniere di Torpignattara, arrestato il 15 ottobre del 2009 per droga e deceduto sette giorni più tardi all'ospedale Sandro Pertini. Il pm Giovanni Musarò ha chiesto di condannare a 18 anni di carcere Alessio Di Bernardo e Raffaele D'Alessandro, i due militari che avrebbero picchiato il 31enne dopo il fermo, e di assolvere Francesco Tedesco, accusato come gli altri due di omicidio preterintenzionale, ma che avrebbe solo assistito al pestaggio intervenendo per bloccare i suoi due colleghi. Per la famiglia di Stefano, la mamma Rita Calore, il papà Giovanni e la sorella Ilaria, "questo è il giorno della verità".

Processo Cucchi, Ilaria prima della sentenza: "Spero riposi in pace"

"Non voglio dire nulla su quello che accadrà stasera, ma siamo alla resa dei conti. Spero che possa finalmente riposare in pace". È quanto dichiarato ai cronisti da Ilaria Cucchi, arrivata questa mattina nell'aula bunker di Rebibbia dove attende di conoscere la sentenza del processo sulla morte del fratello Stefano. "Abbiamo sentito tante bugie e ipocrisie", ha aggiunto. A lei si è aggiunta la mamma, Rita Calore: "Davanti al suo corpo massacrato avevamo giurato di cercare la verità, che non ci saremmo fermati mai. Stefano stava benissimo e quando lo abbiamo rivisto non era più lui. E tutto in soli 6 giorni, questa è la cosa tragica. Aveva sbagliato e avrebbe pagato ma di certo non con la sua vita. Non stavamo morendo, mia figlia ci ha ripreso e ci ha dato un motivo per andare avanti". Anche il papà Giovanni è intervenuto, dichiarando che "Stefano ha pagato tutti gli sbagli che ha fatto, fino all'ultimo".

Caso Cucchi, chi sono e cosa rischiano i 5 carabinieri imputati

Oggi, dunque, sarà emessa la sentenza per i 5 carabinieri con accuse a vario titolo all'interno del processo bis per la morte di Stefano Cucchi. Il pm Giovanni Musarò ha chiesto di condannare a 18 anni di carcere Alessio Di Bernardo e Raffaele D'Alessandro, i due carabinieri che avrebbero picchiato il geometra 31enne arrestato dai carabinieri il 15 ottobre del 2009 per droga e deceduto una settimana dopo all'ospedale Sandro Pertini di Roma. Assoluzione per non aver commesso il fatto invece è stata chiesta per Francesco Tedesco. Il pm ha chiesto inoltre la condanna a 3 anni e mezzo per Tedesco per l'accusa di falso e la condanna per la stessa accusa a 8 anni di reclusione per il maresciallo Roberto Mandolini, mentre il non doversi procedere per prescrizione dall’accusa di calunnia è stata chiesta per Tedesco, Vincenzo Nicolardi e Roberto Mandolini. Secondo legale della famiglia Cucchi, Fabio Anselmo, ci sono vari punti a favore dell’accusa, che può contare su intercettazioni ambientali e telefoniche e sulle dichiarazioni dei testimoni, diretti e indiretti, di quel pestaggio. Decisivo, ai fini della sentenza, sarà capire se c'è un collegamento fra le lesioni provocate dal pestaggio di Cucchi e la sua morte. Tra i giudici che emetteranno la sentenza, a dieci anni dalla morte di Stefano Cucchi, non ci sarà Federico Bona Galvagno che in apertura del processo ha deciso di astenersi in quanto ex carabiniere in congedo.