“Stasi ha venduto i diritti per una docu-serie da 500mila euro”, l’avvocato De Rensis: “Non mi risulta”

È stata smentita l'ultima indiscrezione sul delitto di Garlasco, diffusa da Gabriele Parpiglia nella sua newsletter e circolata nelle scorse ore. Secondo il giornalista, due case di produzione cinematografica avrebbero acquisito i diritti per realizzare progetti audiovisivi sull‘omicidio di Chiara Poggi.
Ma l'avvocato Antonio De Rensis, che insieme alle colleghe Giada Bocellari e Elisabetta Aldrovandi difende Stasi, ha liquidato così l'indiscrezione: "Non mi risulta". Lo riporta Open.
Nelle newsletter Parpiglia faceva riferimento a due progetti. Una docu-serie della società di produzione indipendente Groenlandia con protagonista Alberto Stasi, il fidanzato della ragazza uccisa il 13 agosto 2007 e condannato in via definitiva per l'omicidio.
E un film, della casa di produzione Colorado Film, ispirato al libro "Il ragionevole dubbio di Garlasco", scritto da Stefano Vitelli, il giudice che nel 2009 assolse Stasi in primo grado.
Al primo progetto, riportava ancora il giornalista, avrebbe dovuto partecipare in prima persona proprio Stasi, che nelle scorse settimane ha ottenuto l'affidamento in prova ai servizi sociali dal Tribunale di Sorveglianza di Milano e lasciato il carcere di Bollate.
Sempre secondo le informazioni riportate nella newsletter, la cifra pattuita per la cessione dei diritti della storia di Stasi avrebbe superato i 500mila euro. Anche Fanpage.it ha provato a contattare, senza successo, sia la difesa di Stasi che la casa di produzione Groenlandia per avere conferme o smentite riguardo all'indiscrezione.
Il caso dell'omicidio di Chiara Poggi è stato ufficialmente riaperto l'anno scorso, la notizia è diventata di dominio pubblico l'11 marzo 2025. Il 7 maggio 2026 la Procura di Pavia, titolare della nuova inchiesta, ha chiuso le indagini nei confronti di Andrea Sempio.
Il 38enne, amico del fratello della vittima, indagato in un primo momento in concorso con ignoti o con lo stesso Stasi, è attualmente accusato di essere l’unico omicida di Chiara Poggi. Gli inquirenti hanno contestato anche le aggravanti della crudeltà.