Soccorritore Marco Pusceddu ucciso nell’agguato alla sede del 118: svolta un anno dopo, 4 arresti in Sardegna
A oltre un anno dal delitto, svolta nelle indagini sull’omicidio di Marco Pusceddu, il soccorritore del 118 ucciso a colpi di arma da fuoco nella notte tra il 7 e l’8 agosto dello scorso anno mentre si trovava in turno nella sede dell’associazione di soccorso a Buddusò, nel nord Sardegna. All’alba di oggi 8 settembre un blitz dei carabinieri in varie città della Sardegna ha portato all’arresto di quattro persone, tutte ritenute coinvolte a vario titolo nell’assassinio del 51enne.
Nei confronti degli arrestati, il gip di Sassari ha emesso un'ordinanza di custodia cautelare in carcere, su richiesta della locale Procura, per i reati di omicidio volontario premeditato in concorso e detenzione e porto illegale di armi. Il provvedimento restrittivo, eseguito tra le città di Iglesias, Nuxis e Carbonia, è scattato con un vasto blitz delle forze dell’ordine che prima dell’alba ha visto coinvolti militari del Nucleo investigativo del Comando provinciale dei carabinieri di Sassari, della Compagnia di Ozieri e della Compagnia di Iglesias, col supporto di personale dello squadrone eliportato "Cacciatori Sardegna", del Nucleo cinofili di Abbasanta e del 11° Nucleo elicotteri carabinieri di Elmas.
Per gli inquirenti si è trattato di un vero e proprio agguato mortale premeditato tra più persone. Marco Pusceddu venne ucciso con quattro colpi d’arma da fuoco sparati in pieno petto da distanza ravvicinata proprio all'interno della sede del 118 dove stava lavorando. Secondo quanto fu accertato già all’epoca dei fatti, i killer cercavano proprio lui. Un uomo si era presentato sul posto e aveva chiesto del 51enne ma appena il soccorritore si era affacciato, era stato freddato. “La vittima è stata raggiunta da quattro colpi di pistola all’altezza del petto” aveva stabilito l'autopsia.
L’omicida aveva agito a volto scoperto ma nessuno era riuscito e identificarlo e per oltre un anno la sua identità è rimasta avvolta nel mistero. Gli inquirenti intanto hanno cercato di scavare nella vita della vittima per cercare di capire il movente dell’omicidio. Parenti e amici aveva riferito che il 51enne, originario di Portoscuso, era una persona tranquilla che non aveva nemici. I successivi accertamenti però avevano poi scoperto che nei giorni prima del delitto Marco Pusceddu era rimasto ferito al capo in circostanze poco chiare e aveva dovuto ricorrere alle cure del pronto soccorso.