Sissy Trovato Mazza, quarta archiviazione per il caso della poliziotta trovata morta a Venezia

Quasi dieci anni di indagini, tre rinvii ordinati dai giudici e, infine, il capolinea definitivo. Per la quarta volta, la Procura di Venezia aveva chiesto di mettere la parola fine all'inchiesta sulla morte di Maria Teresa "Sissy" Trovato Mazza, la poliziotta penitenziaria ferita da un colpo di pistola in un ascensore dell'ospedale Civile di Venezia nel 2016 e deceduta nel 2019. Questa volta, il gip Lea Acampora ha accolto l'istanza, disponendo la chiusura del fascicolo per istigazione al suicidio.
Nonostante le pressanti sollecitazioni dei familiari, che per anni hanno lottato contro la tesi del gesto estremo, il magistrato ha decretato che non vi sono più margini di manovra. "La complessa e variegata attività di indagine espletata, più volte sollecitata anche da questo ufficio – scrive il magistrato nell’ordinanza depositata il 7 aprile, come riporta il Corriere della Sera – non ha infatti permesso di sviluppare una (anche solo plausibile) tesi ricostruttiva alternativa a quella ipotizzata sin dal principio dal pm, la tesi omicidiaria essendo risultata incompatibile con tutta una serie di dati di natura sia fattuale che tecnico-scientifica". Malgrado la decisione di archiviare, il giudice non ha risparmiato critiche durissime su come sono state condotte le prime fasi dell'inchiesta. L'ordinanza parla apertamente di "lacune non più colmabili e perdite di dati".
Sissy, in servizio al carcere della Giudecca, stava vivendo un periodo di forte tensione lavorativa, segnato da scontri con i colleghi e procedimenti disciplinari. Tuttavia, la mattina del 1° novembre 2016, nulla nel suo comportamento lasciava presagire la tragedia. Le telecamere del nosocomio la riprendono mentre cammina nei corridoi prima di essere ritrovata, esanime e con l'arma in pugno, da una donna rimasta tuttora senza volto e che non si è mai presentata alle autorità.
Il dibattito giudiziario si è concentrato a lungo su alcuni elementi che la famiglia considera prove di un'aggressione, a partire dall'identità della donna che per prima trovò il corpo. Nonostante non sia mai stata rintracciata, il gip ritiene che la sua figura sia marginale ai fini della ricostruzione, poiché si limitò a dare l'allarme dopo aver visto la poliziotta nel vano ascensore. Parallelamente, il giudice ha smontato le tesi degli avvocati Girolamo Albanese e Daniele Aria sulla gestione del cellulare della vittima. Sebbene i parenti non credano che Sissy avesse lasciato il telefono nel suo armadietto in carcere, dove fu poi rinvenuto il giorno seguente, il magistrato osserva che la giovane non sembrava avere il dispositivo con sé nei filmati dell'ospedale.
Anche il mistero dei 4mila file spariti dal dispositivo in un momento successivo al decesso è stato considerato non determinante, poiché, come sottolineato nell'ordinanza, "l’eventuale manomissione successiva al sequestro non proverebbe l’avvenuta commissione di un omicidio". Infine, la chiusura definitiva del caso passa anche per il rifiuto di una nuova perizia balistica: per il tribunale, gli accertamenti già eseguiti dalla polizia scientifica sono pienamente credibili nel confermare una scena compatibile con la sola presenza della Trovato Mazza al momento dello sparo.