Il ministro Alfonso Bonafede, Framcesco Basentini (capo del DAP) e Salvatore Trovato Mazza
in foto: Il ministro Alfonso Bonafede, Framcesco Basentini (capo del DAP) e Salvatore Trovato Mazza

"Veglieremo sulla sorte di questa famiglia colpita dal dolore": il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede ha incontrato la famiglia di Sissy Trovato Mazza nelle stanza di via Arenula. L'incontro istituzionale ha avuto come oggetto il caso della giovane poliziotta penitenziaria finita in un letto per un colpo di pistola due anni fa. Presente anche Francesco Basentini, da pochi mesi a capo del Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria. "Mi dispiace veramente di non averle fatto prima quella telefonata" ha detto il ministro rivolgendosi a Salvatore Trovato Mazza, il papà di Sissy, dopo che questi gli ha esposto tutte le anomalie del caso.

Il ministro Bonafede e Francesco Basentini hanno ascoltato tutte le istanze della famiglia, ribadendo la propria disponibilità a seguire il caso in tutti suoi aspetti, dalle indagini, ancora in corso di svolgimento dopo la proroga di sei mesi concessa dal gip, Barbara Lancieri, all'aspetto assistenziale. Sissy, infatti, giace in un letto in stato vegetativo irreversibile e lo scorso febbraio, dopo aver esaurito il periodo di malattia, si è vista sospendere lo stipendio. "Non posso credere che chiamino mia figlia ‘ex agente', lei ha servito lo Stato come nessun'altra" dice Salvatore Trovato Mazza. "Vogliamo riconoscere a Sissy il valore che ha dimostrato" hanno detto Boanfede e Basentini.

L'avvocato Alessandra Pisa, legale della famiglia Trovato Mazza, ha illustrato tutti gli sforzi fatti nell'ambito delle indagini difensive a fronte delle numerose lacune evidenziate nelle indagini ufficiali. "Due ore dopo che i fatti erano successi i giornali avevano già la notizia del tentato ‘suicidio' di Sissy, senza che nulla fosse stato accertato", ribadisce tutt'oggi papà Salvatore. "Perché si è forzato in tal senso?". Jo Pinto, presente in qualità di vicepresidente del comitato civico ‘Sissy la Calabria è con te' (che raccoglie fondi per le spese legali) ha invece sottolineato la mancata solidarietà da parte del corpo di Polizia Penitenziaria rispetto al caso, tanto che perfino la raccolta fondi avviata tra le mura delle carceri è naufragata.

"Non possiamo interferire con il lavoro dei magistrati, ma veglieremo su questo caso e su questa famiglia" ha garantito, alla fine del colloquio, durato oltre un'ora, Bonafede. Il ministro ha assicurato inoltre che d'ora in poi ci sarà una linea diretta tra la famiglia e il ministero di Giustizia, per ogni aggiornamento. "Accertamenti interni anche all'amministrazione penitenziaria" ha assicurato, invece, Basentini, dopo che la famiglia aveva lamentato i problemi avuti da Sissy per aver presentato una serie di denunce riguardanti attività illecite all'interno del carcere.  Intanto, dopo la proproga concessa pochi giorni fa, vanno avanti le indagini della magistratura. Sotto esame celle telefoniche, tabulati, il computer personale dell'agente e la pistola che sparò quella mattina.