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Sindaco del vicentino dichiara guerra al medico: “Murerò la porta dell’ambulatorio, qui non lo voglio”

Il sindaco di Valdastico contro la nomina di un medico per la sua cittadina: “Io non lo voglio e non mi interessa se mi accusano di interruzione di pubblico servizio. Vado anche in tribunale, non ho paura. Sto valutando anche la questione estetica per capire se si possa murare l’accesso all’ambulatorio”.
A cura di Davide Falcioni
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Gli oltre mille abitanti di un paese della provincia di Vicenza sono da mesi senza medico di base, eppure il loro sindaco sta facendo le barricate affinché un nuovo nuovo dottore nominato dalle autorità sanitarie non prenda mai servizio. Merita di essere raccontata la storia che arriva da Valdastico: dopo essere rimasto sguarnito di un medico, infatti, nei giorni scorsi l’Usl 7 ha nominato il dottore di origini israeliano-cristiane Jamal B., di 55 anni, che tra il 2019 e il dicembre 2022 aveva già prestato servizio nel paesino, creando a quanto pare alcuni problemi. Per questo il sindaco Claudio Sartori ha annunciato che farà di tutto perché Jamal non torni.

Secondo alcune segnalazioni giunte in Comune, infatti, il medico non avrebbe avuto un comportamento sempre inappuntabile, tanto che all'epoca erano stati anche disposti controlli da parte della procura di Vicenza e dei carabinieri del nucleo antisofisticazione e sanità di Padova, i quali tuttavia non avevano riscontrato irregolarità di sorta. Non solo: il dottor Basal aveva anche ricevuto non pochi attestati di stima da centinaia di pazienti che sostenevano fosse sempre stato "un medico professionale e dal volto umano", disponibile a visitare sia a casa sia in ospedale.

Il sindaco Sartori però non vuol saperne niente. "Io non lo voglio – ha dichiarato al Giornale di Vicenza – e non mi interessa se mi accusano di interruzione di pubblico servizio. Vado anche in tribunale, non ho paura. Sto valutando anche la questione estetica per capire se si possa murare l’accesso all’ambulatorio".

Il medico però non intende mollare e vuoi esercitare il suo diritto a tornare al lavoro: "So che il paese è dalla mia parte. Al massimo per i primi giorni lavorerò in ambulatorio ad Arsiero e andrò a trovare a casa i pazienti che non possono muoversi, tanto io abito a Valdastico, quindi non c’è problema. Ma una soluzione la troviamo, vorrà dire che mi troverò una stanza, non mi perdo d’animo per questo. Lo faccio per tutti i pazienti che mi vogliono e che mi ringraziano per come li ho seguiti".

Anche l’Usl dà ragione al dottore e ricorda che a suo carico "non vi è stato e non vi è alcun provvedimento da parte dell’Ordine dei medici né alcuna denuncia formale alle forze dell’ordine, pertanto la sua nomina costituisce un atto dovuto essendo, nella graduatoria aziendale, il primo medico utile per l’assegnazione dell’incarico".

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