Serena Grandi condannata a due anni e due mesi di carcere con l’accusa di bancarotta. L’attrice è stata ritenuta colpevole del fallimento del suo ristorante aperto a Borgo San Giuliano di Rimini, “La locanda di Miranda”. Serena Grandi era accusata di gravi irregolarità contabili nella gestione del locale che poi avrebbero portato alla bancarotta e alla conseguente chiusura del ristorante chiamato come il personaggio da lei interpretato nel classico erotico di Tinto Brass, ‘Miranda'. Per i giudici la bancarotta infatti sarebbe avvenuta per la distrazione di beni strumentali della società Donna Serena srl, e per le irregolarità sui libri contabili.

Il ristorante, aperto nel 2013 sfruttando la sua ritrovata notorietà a seguito della partecipazione al film premio Oscar ‘La grande bellezza', aveva dichiarato fallimento appena due anni dopo. Sul caso però era nata subito una indagine coordinata dalla Procura di Rimini a causa della denuncia dei dipendenti che accusarono la proprietà di non pagare gli stipendi. L’inchiesta è arrivata poi al processo e ora alla condanna di Serena Grandi, 62enne attrice bolognese all'anagrafe Serena Faggioli.

Serena Grandi era accusata anche di non aver tenuto i libri contabili e altra documentazione obbligatoria per legge relativi alla gestione del locale. Per questo, oltre alla condanna a due anni e due mesi, per l’attrice il giudice ha applicato anche le pene accessorie dell’inabilitazione all’esercizio di un’impresa commerciale e del divieto di esercitare uffici direttivi presso qualsiasi impresa per tre anni. Dal suo canto l'attrice ha sempre rigettato ogni accusa. "Condannata per 4 padelle", ha commentato a caldo l'imprenditrice dopo la condanna a suo carico. La procedura fallimentare della società che gestiva il ristorante è ancora in corso davanti al Tribunale fallimentare di Rimini.