“Sei troppo felice”: quindicenne minacciata sul bus a Torino: “Voleva prendermi a calci”

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Il bus 72 a Torino (foto generica)
Una ragazza di 15 anni sarebbe stata insultata e minacciata da una passeggera sul bus 72 a Torino, secondo il racconto della madre. A scatenare l’attenzione della donna sarebbe stato semplicemente il suo modo di apparire: “vestita e pettinata bene” e, soprattutto, “felice”. Avrebbe minacciato madre e figlia, prima di essere fatta scendere dall’autista.

"Perché sei troppo felice". Sarebbe stata questa, secondo il racconto della madre, la ragione per cui una donna avrebbe preso di mira la figlia di 15 anni mentre viaggiavano sul bus 72 a Torino. Un episodio avvenuto sabato pomeriggio, durante un normale spostamento tra via Orvieto e l'Area 12, che sarebbe rapidamente degenerato in insulti e minacce. La ragazza, racconta la madre, sarebbe stata osservata e apostrofata dalla passeggera fin dal momento in cui è salita sull'autobus. La donna avrebbe criticato il suo aspetto, dicendo che era vestita e pettinata bene e che appariva felice. Da lì sarebbero cominciate le minacce, fino all'intervento dell'autista che ha fatto scendere la passeggera.

Secondo la ricostruzione fornita dalla madre a La Stampa, la donna avrebbe circa cinquant'anni e, al momento dell'episodio, sarebbe apparsa in stato confusionale. La testimone ipotizza che potesse essere sotto l'effetto di alcol o sostanze stupefacenti, ma non ci sono al momento elementi che permettano di confermare questa circostanza. Il bus, racconta ancora la donna, non era particolarmente affollato quando la passeggera ha iniziato a rivolgersi alla quindicenne.

La situazione sarebbe diventata progressivamente più pesante. La donna avrebbe continuato a insultare madre e figlia arrivando, secondo il loro racconto, a minacciarle di colpirle con calci e pugni e di dare loro fuoco. La ragazza non avrebbe reagito alle provocazioni. A quel punto il conducente del mezzo sarebbe intervenuto, invitando più volte la passeggera a smettere e avvertendola che avrebbe chiamato le forze dell'ordine.

Di fronte alla prosecuzione delle minacce, l'autista avrebbe quindi fatto scendere la donna dal bus. Anche una volta fuori, però, la situazione non si sarebbe conclusa. La passeggera avrebbe continuato a rivolgere insulti alla ragazza e alla madre e, secondo il loro racconto, avrebbe preso a calci la carrozzeria dell'autobus.

La madre ha raccontato quanto accaduto chiedendo di mantenere l'anonimato e ha successivamente segnalato l'episodio anche alla consigliera della Circoscrizione 5 Carmela Ventra. Il racconto è stato raccolto anche da Specchio dei Tempi. Non risultano al momento comunicazioni ufficiali da parte delle forze dell'ordine sull'identificazione della donna o su eventuali denunce presentate dopo l'episodio.

"Troppo felice", il motivo raccontato dalla madre

È proprio l'apparente assenza di un motivo per rivolgersi alla ragazza ad aver colpito la madre. Nella sua ricostruzione, la figlia non avrebbe avuto alcun precedente contatto con la passeggera e non avrebbe fatto nulla per provocarla. A scatenare l'attenzione della donna sarebbe stato semplicemente il suo modo di apparire: "vestita e pettinata bene" e, soprattutto, "felice".

Il racconto ha riportato alla memoria della madre un altro episodio che aveva segnato Torino. La donna ha infatti ricordato la morte di Stefano Leo, il 33enne ucciso con una coltellata alla gola il 23 febbraio 2019 mentre passeggiava lungo i Murazzi. Il suo assassino, Said Mechaquat, aveva scelto la vittima casualmente e aveva successivamente spiegato di averla colpita perché gli era sembrata una persona felice.

Il riferimento non stabilisce alcun collegamento tra i due episodi, ma nasce dalla paura della madre che un'aggressione apparentemente priva di motivo possa degenerare. "Quella storia mi è tornata in mente", è in sostanza il senso del suo racconto, dopo aver visto la figlia diventare bersaglio di una donna che, secondo la sua versione, ce l'aveva con lei proprio perché appariva serena.

A evitare che le minacce sul bus si trasformassero in un'aggressione fisica sarebbe stato l'intervento dell'autista. Resta invece da chiarire se dopo l'episodio siano stati presentati esposti o denunce e se la donna sia stata identificata.

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