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15 Marzo 2012
14:15

Sedicente psicologa “cura” i pazienti a suon di insulti e aggressioni

Maltrattati e aggrediti fisicamente da una sedicente psicologa: la GdF di Vercelli arresta una 57enne per truffa aggravata. La donna faceva leva sulle sofferenze dei suoi assistiti aggravando il loro quadro clinico a suon di insulti.
A cura di Carmine Della Pia
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Psicologa maltrattava i suoi pazienti

Una donna di 57 anni, residente a Vercelli, è agli arresti domiciliari per esercizio abusivo della professione, maltrattamenti, tentativo di estorsione e truffa aggravata e continuata. E.V. era una sedicente psicologa che "curava" i suoi pazienti a suon di insulti volgari e aggressioni anche fisiche. Ad emettere l'ordinanza di custodia cautelare, la Guardia di Finanza di Vercelli. La donna avrebbe ricevuto compensi per oltre 60mila euro, ed avrebbe tentato di estorcere 80mila euro a due pazienti che avevano tentato, senza successo, di opporsi alla richiesta. In un caso, la finta psicologa aveva picchiato un giovane servendosi di un cucchiaio di legno. A porre fine ai soprusi e alle umiliazioni di persone già psicologicamente provate, una segnalazione anonima risalente allo scorso anno: le indagini erano partite da quella testimonianza, ed hanno portato all'arresto della 57enne.

Pazienti insultati e picchiati – Persone bisognose d'aiuto e di sostegno psicologico truffate e umiliate. Una donna di Vercelli aveva fatto leva sui disagi di decine di persone per il proprio tornaconto economico, arrivando a guadagnre oltre 60mila euro. I pazienti venivano maltrattati e insultati ad ogni seduta, ma erano legati alla sedicente psicologa da un vero e proprio rapporto di dipendenza. La 57enne, agli arresti domiciliari, denigrava gli assistiti aggravando, pertanto, gli stati di insicurezza e paura di cui già soffrivano ampiamente. Dagli insulti, anche particolarmente volgari, la psicologa era arrivata anche alle aggressioni fisiche, umiliando ulteriormente decine di persone. La truffa aggravata e continuata di cui dovrà rispondere in tribunale, infatti, rappresenta, forse, il male minore per i pazienti, che, bisognosi di cure psicologiche, presentano, presumibilmente, un quadro clinico ancora più grave.

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