Ha scoperto che l’uomo che stava per sposare aveva lontani trascorsi nell’estrema destra. Per questo ha deciso di lasciarlo poco prima del matrimonio. Ma l’ha fatto troppo tardi, pur avendo preso la decisione da mesi: l’ha comunicato all’uomo solamente a dieci giorni dalle nozze. Lui, intanto, aveva organizzato tutto e ha dovuto comunque pagare tutte le spese previste. Ora, dopo tre anni, la donna è stata condannata dal tribunale di Bologna a risarcire l’uomo per quelle spese. La protagonista di questa vicenda, secondo quanto racconta Il Giornale di Vicenza e riportato dal Fatto Quotidiano, è Laura: ha scoperto che l’uomo che stava per sposare venti anni prima apparteneva a un gruppo di estrema destra.

L’uomo era stato denunciato e poi prosciolto per il pestaggio ai danni di due ragazzi gay. Ma non lo aveva mai confessato alla futura moglie. Lei lo ha scoperto dopo, mentre i preparativi per il matrimonio proseguivano. Per un po’ non ha avuto il coraggio di dirgli niente, ma la decisione sembrava ormai presa. Ed è stata comunicata all’uomo solamente a dieci giorni dalle nozze. Lui aveva preso tutti gli impegni per pagare ristoranti, bomboniere, fiori. E aveva preparato la casa in cui andare a vivere insieme.

Dopo tre anni il tribunale di Bologna ha accolto la richiesta dell’uomo e la donna è stata condannata a risarcirlo con 30mila euro. Laura, 31 anni, è un’attivista per la tutela dei diritti umani che lavora nel settore del commercio elettronico. Andrea, 40 anni, dopo un anno di militare ha iniziato a svolgere l’attività da operaio e istruttore di atletica. Stavano insieme dal 2014, quando si erano conosciuti su un traghetto per la Sardegna. Sei mesi prima del matrimonio Laura aveva notato delle fotografie e alcuni documenti, scoprendo cosa aveva fatto Andrea in passato, compresa l’aggressione ai due ragazzi gay, per cui era stato denunciato insieme ad alcuni amici (finito tutto con l’archiviazione). Lui non aveva mai confessato nulla. Lei, poi, non ha confessato quanto scoperto. Fino a dieci giorni prima del matrimonio. Le nozze sono quindi sfumate, ma troppo tardi. E per questo i giudizi hanno condannato la donna, pur riducendo la somma da pagare.