Mohamed Barbri, l'uomo accusato di aver ucciso la moglie Samira El Attar e di averne fatto sparire il corpo, è stato sospeso dalla responsabilità genitoriale nei confronti della figlioletta. Il provvedimento – annunciato dall'avvocato Nicodemo Gentile, legale della famiglia della vittima – è stato preso dal Tribunale per i minorenni di Venezia che, su ricorso presentato dal Pm e dai familiari di Samira, ha deciso di collocare la bimba presso la zia materna e di sospendere, in via provvisoria, il padre Mohamed, attualmente ancora in carcere, dalla responsabilità genitoriale. "Un provvedimento importante, di seria tutela, verso una bambina che merita tanta attenzione" ha commentato Gentile.

L'omicidio di Samira risale al 21 ottobre 2019, quando la donna è stata vista per l'ultima volta in vita dai vicini nella sua abitazione di Stanghella (Padova). Della mamma 43enne si sono perse le tracce dopo le 10 del mattino quando, dopo aver accompagnato la figlioletta a scuola in bicicletta, era rientrata a casa. A denunciarne la scomparsa l'indomani fu proprio il marito Mohamed Barbri, oggi rinviato a giudizio con l'accusa di omicidio. L'uomo raccontò agli inquirenti di aver aspettato nello sporgere denuncia perché pensava che la moglie fosse rimasta a lavorare da uno degli anziani che assisteva abitualmente come badante. Le ricerche della donna sono andate avanti per mesi nei campi e nei sentieri vicini all'abitazione finché proprio il Barbri, ha consegnato agli investigatori una scarpa e una collanina appartenuti a sua moglie, raccontando di averli ritrovato per caso nei campi. Dalle testimonianze raccolte in sede d'indagine, è emerso che la giovane mamma era ormai decisa a lasciare il marito e a prendersi cura da sola della figlioletta di quattro anni, una bimba che necessita di cure mediche specifiche. Proprio tale decisione, secondo la procura inquirente, sarebbe movente del delitto. Il processo a carico di Barbri inizierà a gennaio 2021.