“Abbiamo perso un amico, un compagno di mille avventure. Sei caduto nei luoghi che amavi tantissimo, nei tuoi percorsi quasi giornalieri. Nelle tue montagne eri uno spirito libero. Ciao Fabrizio”, è il commovente messaggio di addio che gli amici runner hanno voluto riservare a Fabrizio Bevilacqua, il 36enne podista morto sul Monte Grappa sabato scorso proprio durante una delle sue uscite per farsi una corsa in montagna. Una sgambettata come tante altre che per una piccolissima distrazione si è rivelata l’ultima della sua vita. Fabrizio è scivolato precipitando accidentalmente in un canalone per oltre un centinaio di metri dove purtroppo ha trovato la morte.

A lanciare l’allarme erano stati i familiari che, non vedendolo tornare, si sono impensieriti facendo scattare le ricerche durate diverse ore e concluse purtroppo con il ritrovamento del corpo senza vita del runner. Per lui i soccorsi non hanno potuto fare altri che constatarne il decesso, trasferendo poi la salma in elicottero all'ospedale di Castelfranco. Da qui oggi il feretro è partito per raggiungere la chiesa di San Zenone degli Ezzelini, in provincia di Treviso, luogo dei funerali. Fabrizio, originario proprio di San Zenone dove vive la famiglia, era residente da qualche tempo a Bassano del Grappa con la compagna Laura con la quale aveva fatto progetti di vita assieme. Speranze scomparse per sempre su quei monti che lui amava. “Come te nessuno mai! Ti amerò per sempre angelo mio!” ha scritto la compagna.

Ancora increduli amici e compagni di avventura. “Lo conosceva bene quel sentiero, lo percorreva tutti i giorni. Era un runner molto esperto forse è scivolato o inciampato, oppure il fondo l’ha tradito” ha sottolineato il presidente dell’associazione sportiva di cui faceva parte, la Emme running team.