Investita da un mezzo agricolo che procede in retromarcia. Questa la prima ricostruzione della morte dell'imprenditrice agricola Rita De Vellis, originaria di Strangolagalli (Frosinone), ma morta tragicamente a  il 12 novembre 2018 a Torremaggiore (Foggia), investita da Raffaele Sapio, collaboratore e al tempo, secondo i racconti dei figli, amante della donna. Una morte che non ha convinto né i tre figli di Rita, né l'ex marito, Roberto Milani, che hanno messo in luce, attraverso indagini di parte, un'altra versione dei fatti. Il medico legale incaricato di effettuare l'autopsia sul corpo di Rita per conto della famiglia, ha rintracciato un'importante lesione al capo che ha giudicato incompatibile con l'investimento. È il punto di partenza di un'indagine che ora coinvolge la Procura di Foggia, competente territorialmente.
I fatti risalgono al 12 novembre di un anno fa. È giorno pieno, sul campo dove Rita sta lavorando con Raffaele. I due – stando al racconto dei figli di Rita – si erano conosciuti per lavoro, avevano iniziato a collaborare nel commercio di balle fieno e poi avevano iniziato una relazione sentimentale. Rita era molto coinvolta e aveva detto alla sua famiglia che presto il Sapio, sposato e padre di tre figli, avrebbe lasciato la moglie per lei. Sempre secondo quanto raccontato dalla famiglia, che si è rivolta anche a Chi l'ha visto?, nell'ultimo periodo Rita era insoddisfatta di questa liason, sia dal punto di vista sentimentale che da quello affettivo e avrebbe voluto tagliare. La mattina del 12 novembre, comunque, i due si trovano insieme sull'appezzamento di Torremaggiore per lavorare.

Rita mangia un'insalata, fa una telefonata e poi viene investita dal muletto in retromarcia. "Un guaione" dirà Sapio ai tre figli, ma i ragazzi che ben conoscevano l'esperienza della madre con le macchine agricole stentano a credere che potesse essersi improvvidamente messa dietro un muletto in retromarcia. Una macchina, come sanno bene tutti quelli che la usano, che procede nella manovra all'indietro con una velocità bassissima e che emette un forte allarme, annunciandosi, proprio per scongiurare incidenti. Sapio, intervistato dagli inviati di ‘Rai Tre', ha negato che l'investimento potesse essere volontario. "Uccisa io? Non ci avrei mai pensato", dice. Toccherà ora ai Ris di Roma, cui la procura ha affidato alcuni reperti, esprimersi su come sono andati i fatti.