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Conflitto Israelo-Palestinese

Gaza, bimba viene fatta nascere dal grembo della madre appena uccisa in un bombardamento

Sabreen, una neonata palestinese, è nata pochi minuti dopo la morte cerebrale di sua madre; la donna viveva in un palazzo di Rafah colpito e distrutto da un jet dell’aviazione israeliana.
A cura di Davide Falcioni
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Anche nell'inferno della Striscia di Gaza si trovano, di tanto in tanto, storie di speranza e resistenza alla guerra e alla sopraffazione. Come quella di Sabreen, una neonata palestinese venuta al mondo pochi minuti dopo la morte cerebrale di sua madre; la donna viveva in un palazzo di Rafah colpito e distrutto da un jet dell'aviazione israeliana. Il bombardamento, l'ennesimo in un edificio che conteneva solo civili, ha causato la morte di un'intera famiglia. I soccorritori, tuttavia, sono riusciti ad estrarre il corpo della donna, ormai esanime, pochi minuti dopo il crollo della sua casa e dopo aver notato che era incinta hanno praticato un parto cesareo d’urgenza all'ospedale kuwaitiano di Rafah.

Anche la bambina appena nata ha rischiato di morire e faticava a respirare. I medici l’hanno distesa su un piccolo tappeto e hanno iniziato a pomparle aria nella bocca aperta, poi l'hanno adagiata in un'incubatrice nel reparto di terapia intensiva e tuttora le sue condizioni sono molto gravi, ma secondo i medici – che l'hanno chiamata Sabreen, come sua madre -potrebbe farcela.

"L'abbiamo fatta nascere attraverso un cesareo d'urgenza: la madre era in condizioni drammatiche, il suo cervello era esposto, abbiamo deciso di salvare una delle due", hanno raccontato i dottori, tra cui Mohammad Salama, capo dell'unità dell'ospedale degli Emirati a Rafah, che ha riferito tutta la storia alle agenzie di stampa e inviato anche dei video alla Reuters, poi pubblicati dal quotidiano inglese The Guardian. La bambina pesa 1,4 chili e resterà  in incubatrice tre o quattro settimane, "poi vedremo se se ne andrà e dove: dalla famiglia, dalla zia o dallo zio o dai nonni. Ecco la tragedia più grande: anche se questa bambina è sopravvissuta, è nata orfana" prosegue Salama.

La nonna della bambina, che si chiama Mirvat al-Sakani, ha spiegato all'Associated Press che si prenderà cura della piccola: "È un ricordo di suo padre. Con loro c'era anche mio figlio, il suo corpo è stato fatto a pezzi, non l'hanno ancora trovato. Perché li hanno presi di mira? Perché sono diventati un bersaglio? Non sappiamo il perché, non lo sappiamo…". Nessuno, come Mirvat, sa il perché. L'unica cosa certa è che, secondo i dati Unicef diffusi appena qualche giorno fa, dall'inizio della guerra il 7 ottobre, a Gaza sono stati uccisi più di 13.800 bambini. E un bambino viene ferito o muore ogni 10 minuti, ha affermato in una nota l'Ente delle Nazioni Unite per l'uguaglianza di genere e l'emancipazione delle donne.

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