Scajola piazza telecamere della villa sui lampioni comunali, maxi multa
Per evitare ladri e qualsiasi tipo di intrusione nella sua villa di Imperia, l'ex ministro Claudio Scajola aveva pensato di farsi installare delle telecamere di sorveglianza, ma le ha piazzate sui lampioni comunali. Per questo all'ex parlamentare ora agli arresti domiciliari proprio nella stessa abitazione, Villa Ninina, è stato notificato un verbale con relativa sanzione amministrativa. I controlli sono partiti a seguito di una segnalazione della polizia postale di Imperia che aveva notato le telecamere piazzate proprio sui lampioni di fronte alla villa. Il sistema di video sorveglianza alle entrate della villa in realtà era stato progettato proprio dal Viminale per motivi di sicurezza quando Scajola era ancora Ministro dell'Interno. Secondo la polizia postale, però, il Viminale successivamente aveva smantellato le telecamere a incarico concluso, ma Scajola le aveva fatte rimettere da un'azienda privata a sue spese negli stessi punti.
La difesa di Scajola
Il Comune spiega che esiste una norma che permette di agire in deroga alla normativa quando si tratta di tutelare una personalità, ma una volta venuto meno il ruolo cessano anche le ragioni di sicurezza e quindi la deroga decade. "Le telecamere vennero installate dal Viminale quando Scajola era ministro" ribattono gli avvocati di Scajola, aggiungendo: "È invece peraltro curioso il fatto che questi lampioni (comunali) insistano nella proprietà di Scajola".