Il bilancio è di tre morti. Si chiamavano entrambi Giuseppe, i due uomini che hanno perso la vita durante l'alluvione di questa mattina a Bitti, nel Nuorese: Giuseppe Mannu, allevatore di 55 anni, e Giuseppe Carzedda, di 90. Si cerca ancora il corpo di Lia Orunesu, anziana vedova di 89 anni, che ufficialmente risulta ancora dispersa.

Mannu stava rientrando a casa dalla campagna ed è stato portato via una frana e dalla furia dell'acqua. Mentre Carzedda sarebbe morto in casa. Lia Orunesu, secondo una prima ricostruzione, sarebbe uscita dalla sua abitazione e anche lei è stata travolta dall'acqua.

Giuseppe Mannu era un socio Coldiretti, e allevava ovini e bovini. "Una notizia drammatica che ci ha scosso – dicono il presidente e il direttore di Coldiretti Nuoro Ogliastra Leonardo Salis e Alessandro Serra – siamo vicini insieme a tutti i nostri soci alla sua famiglia del nostro socio e a quelle delle altre vittime di Bitti. Una giornata tragica per la Sardegna e per Bitti in particolare, ma anche per il mondo agricolo che in queste ore sta vivendo momenti difficili".

Da un primo e parziale aggiornamento si contano anche gravi danni alle aziende agricole. Ci sono molti allevatori isolati, a Bitti e in tutto il territorio circostante fino a Dorgali, a causa di ponti e strade cancellati dalla furia dell'acqua. Si lavora senza corrente elettrica per cercare di mettere in salvo animali e azienda. Danni si registrano in tutti i settori, oltre quello zootecnico anche in quello agricolo, con allagamenti di campi e strutture e mezzi agricoli. Senza contare i grossi disagi causati dalla viabilità che rendono difficile ed in alcuni casi impossibile raggiungere le aziende agricole. "Siamo in costante contatto con i nostri soci – conclude il presidente Coldiretti Salis -. Purtroppo siamo ancora in piena allerta, pertanto è il momento di tenere duro e di avere la massima cautela. Come Coldiretti oltre la solidarietà siamo vicini e pronti a dare il nostro aiuto".

Bitti da questa mattina è un paese distrutto: le strade del centro abitato cancellate, le cantine allagate, le auto trascinate dall'acqua e inghiottite dalle frane, le case di campagna all'uscita del paese verso Onanì non esistono più e con loro sono state spazzate via anche le strade. Sul posto ci sono le forze dell'ordine, la Protezione civile, i Vigili del fuoco, il Corpo forestale e l'Esercito, che stanno cercando di rimuovere pietre e fango tra le auto intrappolate nelle macerie e portare soccorso alla popolazione colpita. I tecnici dell'Enel sono riusciti a raggiungere il paese, superando una frana, per riparare guasto che ha fatto saltare l'elettricità e l'uso dei cellulari che per ore ha impedito la comunicazione.

I soccorsi e i volontari lavoreranno tutta la notte per trovare il corpo dell'anziana. In queste ore si lavora anche per preparare delle strutture che accolgano le persone sfollate dalla parte bassa del paese, che dovranno passare la notte fuori casa.

Proclamato lo stato di calamità naturale

"Ho convocato una riunione straordinaria della giunta per proclamare lo stato di calamità naturale. Lunedì, in aula, presenteremo un emendamento all'assestamento di bilancio per destinare i primi fondi a sostegno delle attività danneggiate, per le quali saranno avviati gli accertamenti". Lo ha annunciato il presidente della Regione Sardegna, Christian Solinas, che ha presieduto nel pomeriggio un vertice nella sede della Protezione Civile regionale che coordina le operazioni di soccorso alle popolazioni colpite dalle alluvioni che si sono abbattute in varie zone dell'isola.

"Tutta la macchina dei soccorsi regionale – ha detto governatore – è mobilitata per fronteggiare l'emergenza, con centinaia di uomini in campo e decine di mezzi, che si affiancano a quelli dei vigili del fuoco. Il nostro primo pensiero va alle persone che hanno perso la vita e che risultano ancora disperse a causa di un evento catastrofico, il più grave degli ultimi decenni, di potenza tre volte superiore all'uragano che sette anni fa provocò numerose vittime e ingenti danni".

La Regione, conclude, "è al fianco delle comunità colpite, in particolare quella di Bitti, e si adopererà con ogni mezzo per la ripresa delle normali attività. A nome dei sardi, ha ringraziato i numerosi rappresentanti delle istituzioni che in queste ore hanno manifestato la loro solidarietà e vicinanza alla Sardegna".

Bonelli: "Colpa della politica miope"

"Le piogge straordinarie che si stanno abbattendo sulla Sardegna, causando vittime e feriti, non hanno niente del maltempo mentre sottolineano una volta di più la grave emergenza che si prepara a travolgere un Paese impreparato come l' Italia: quella climatica. Quanto sta accadendo in queste ore sull'isola è frutto delle politiche miopi dei Presidenti di Regione e dei Governi che hanno continuamente rimandato l'azione volta ad arginare i cambiamenti climatici, le cui conseguenze sono costate, in un decennio, oltre 14 miliardi di euro", ha commentato così la tragedia di oggi il coordinatore dell'esecutivo nazionale dei Verdi ed esponente di Europa Verde, Angelo Bonelli, esprimendo profondo cordoglio per le vittime.

"La politica italiana continua a fare orecchie da mercante, chiedendo ovunque lo stato di calamita' ma non invertendo la tendenza con azioni strutturali per fronteggiare l'emergenza climatica. Per evitare davvero gli scenari apocalittici a cui stiamo assistendo sempre più frequentemente, – ha aggiunto Bonelli, – è necessario che il Governo la smetta di rimandare, mettendosi da subito al lavoro per un piano di salvaguardia del territorio dal rischio calamità, per la tutela del suolo e della gestione delle acque, sfruttando al meglio le risorse economiche che l'UE metterà a disposizione nei prossimi mesi, nel solco di un vero Green Deal".