Potrebbe essere un rientro dalle vacanze amaro quello per i viaggiatori Ryanair. Non è stato infatti revocato lo sciopero di 48 ore proclamato per i prossimi 22 e 23 agosto, con conseguenti disagi per centinaia di passeggeri in tutta Europa, Italia inclusa. La compagnia low cost di origine irlandese ha fatto sapere di aver fatto il possibile per evitare la protesta, decisa dal sindacato dei piloti Balpa in Gran Bretagna e Forsa in Irlanda, ma senza successo. I dipendenti lottano contro il trattamento economico ritenuto insoddisfacente e alcuni comportamenti considerati anti-sindacali e riguardanti, ad esempio, il calcolo delle pensioni e i benefici legati a maternità e paternità. "Abbiamo fatto tutto quello che potevamo per evitare i disagi – ha commentato Eddie Wilson, capo del personale di Ryanair -. Ma nessun vettore può cedere a richieste irragionevoli dai suoi dipendenti più pagati".

Sciopero Ryanair 22 agosto: l'elenco dei voli cancellati

Ryanair non ha ancora fornito un elenco completo dei voli che saranno cancellati a causa degli scioperi, ma potrebbe riguardare i collegamenti operati con i piloti iscritti ai sindacati inglese e irlandese che compongono il 26% circa del totale dei comandanti e primi ufficiali della low cost. La minaccia di fermarsi rischia di estendersi anche ad altre organizzazioni di rappresentanza, in particolare Spagna e Portogallo, mentre i voli originati dagli aeroporti italiani non dovrebbero avere alcun problema. I rischi potrebbero esserci per chi invece nel nostro paese deve tornarci. Per questo si consiglia di monitorare il sito internet ufficiale della compagnia per verificare lo stato del proprio volo.

Lo sciopero Ryanair continua a settembre: date e info utili

Quello del 22 e 23 agosto è solo il primo di una lunga serie di scioperi che potrebbero mettere a rischio i viaggi di fine estate ad alta quota. Sempre alla fine di agosto nel Regno Unito è in programma anche uno sciopero dei piloti della British Airways, aderenti a un'organizzazione sindacale autonoma, che in una vertenza separata hanno rifiutato il mese scorso l'offerta di un aumento di stipendio dell'11,5% spalmata su 3 anni messa sul piatto dalla compagnia di bandiera dopo il ritorno agli utili e il recente boom di profitti. Conseguenze negative saranno registrate così in buona parte delle basi in 21 Stati. Ancora, sempre i piloti Ryanair hanno proclamato un altro sciopero di 60 ore tra il 2 e il 4 settembre 2019. Per Giovanni D'Agata, presidente dello "Sportello dei Diritti" si tratta di una vera e propria dichiarazione di guerra. "Pertanto consigliamo ai passeggeri – ha detto – di controllare sui siti ufficiali degli aeroporti lo stato del volo per restare indenni".