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Romina riceve tre cuori in 20 anni: “Da bimba il primo trapianto, vorrei ringraziare le famiglie dei donatori”

Romina Bondone, 20 anni, è nata con una cardiopatia e nella sua vita ha già ricevuto tre cuori. Il primo trapianto a 3 anni e mezzo e alcuni mesi fa il secondo, entrambi eseguiti al Sant’Orsola di Bologna: “Un gesto che nasce da un momento di dolore, può cambiare il destino di qualcun altro”.
A cura di Eleonora Panseri
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Romina Bondone, 20 anni.
Romina Bondone, 20 anni.

Romina Bondone ha solo 20 anni, ma nella sua vita ha già avuto tre cuori. La ragazza, nata con una cardiopatia, a 3 anni e mezzo ha ricevuto il suo primo trapianto di cuore, mesi fa, a maggio, il secondo. Entrambi sono stati eseguiti al Sant'Orsola di Bologna.

"Quando ero piccola mi è stata scoperta una miocardiopatia restrittiva con conseguente trapianto di cuore. – ha raccontato la ragazza al Tgr Emilia-Romagna – La mia vita è stata normale fino a quando, purtroppo, nel 2025 mi si sono gonfiate le gambe, sono andata in ospedale per una visita e sono stata ricoverata".

La 20enne è stata seguita fin dall’infanzia dall'équipe di Cardiochirurgia e Cardiologia Pediatrica e dell’Età Evolutiva diretta dalla professoressa Emanuela Angeli. "La situazione era effettivamente grave, per cui è stata ricoverata e immediatamente reinserita in lista per un secondo trapianto", ha spiegato la dottoressa.

"Sono stata operata a maggio, il 24 luglio sono uscita dall'ospedale. Ora mi sto rimettendo piano piano, con tutte le accortezze del caso", ha detto ancora la ragazza. Dopo l’estate, è tornata nella sua casa in Toscana, dove abita, circondata dall'affetto dei genitori e del fratello.

Durante il secondo intervento Romina è stata accompagnata anche da Piccoli Grandi Cuori Odv, che offre supporto psicologico, sociale e concreto ai pazienti e alle loro famiglie e che nel giorno di San Valentino ha celebrato la Giornata mondiale delle cardiopatie congenite.

"Vorrei tanto che si parlasse di più del donare gli organi, perché è un argomento molto sottovalutato. – ha detto la ragazza a Repubblica Il mio più grande desiderio è andare dai familiari dei miei donatori e dirgli: sono io. Sono io che avete salvato. Ma mia madre dice che forse gli farei rivivere momenti che non vogliono ricordare. Comunque, li ringrazio con tutta me stessa".

La donazione di organi spesso rappresenta l'unica possibilità per i pazienti, un trapianto consente di salvare o migliorare drasticamente la qualità della vita di chi è in lista d'attesa. Un solo donatore può salvare fino a 7-9 persone.

"La sua storia (di Romina, ndr) ricorda quanto la donazione sia un gesto che nasce da un momento di dolore, ma può cambiare il destino di qualcun altro", si legge in una nota diffusa dal Policlinico di Sant'Orsola IRCCS.

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