Al Centro di Identificazione ed Espulsione di Punte Galeria (Roma) quattro immigrati magrebini – ospiti della struttura – hanno deciso di cucirsi la bocca per protestare contro la permanenza obbligatoria all'interno della struttura. I quattro africani, soccorsi prontamente da un medico, avevano deciso di cucirsi la bocca con ago e filo questa mattina. Al momento la situazione sembra essere tornata alla normalità.

I Cie vennero introdotti a seguito dell’inserimento della Legge Turco-Napolitano sull’immigrazione. L’articolo 12, per l’esattezza, spiega: “Quando non è possibile eseguire con immediatezza l’espulsione mediante accompagnamento alla frontiera, ovvero il respingimento, perché occorre procedere al soccorso dello straniero, ad accertamenti supplementari in ordine alla sua identità o nazionalità, ovvero all’acquisizione di documenti per il viaggio, ovvero per l’indisponibilità di vettore o altro mezzo di trasporto idoneo, il questore dispone che lo straniero sia trattenuto per il tempo strettamente necessario presso il centro di permanenza temporanea e assistenza più vicino, tra quelli individuati o costituiti con decreto del ministro dell’Interno, di concerto con i ministri per la Solidarietà sociale e del Tesoro”.

La norma lascia intendere che si tratti di aree dedite comunque alla solidarietà e all’ospitalità temporanea. In realtà però gli ospiti dei Cie non sono altro che detenuti e vi possono rimanere anche un anno e mezzo. Come tali non fanno alcun rumore, salvo quando si ribellano per le estreme condizioni in cui sono costretti a vivere.