Mentre i parenti di Roberta Ragusa, le parti lese al processo per l'omicidio della mamma di San Giuliano, rinunciano al risarcimento, Antonio Logli ha un debito di 156mila euro con i legali e ha deciso di dare in garanzia un fondo e un’abitazione. È l'ultimo capitolo, quello economico, del delitto di Gello. Negli anni in cui è stato assistito dagli avvocati per il processo che lo ha condannato oggi, con sentenza definitiva, a 20 anni di carcere per l'omicidio della moglie Roberta – come scrive ‘Il Tirreno' – Antonio Logli ha accumulato un debito consistente: 156 mila euro. E oggi deve pagare. Così, mentre il comune di Gello, che lo aveva assunto in tempi recentissimi, ne annuncia il licenziamento, Logli deve attingere ai beni di famiglia.

L'ex dipendente comunale è proprietario di alcuni immobili (tra cui due case all'isola d'Elba, dove nei primi giorni si cercò Roberta) e di alcuni fondi. Ha deciso di ipotecarli a titolo di garanzia per il pagamento del suo debito. Allo stesso tempo, il 56enne che oggi è recluso al carcere ‘Sughere' di Livorno, non è tenuto a dare neanche un euro ai parenti di Roberta che si sono costituiti parte civile contro di lui. Sono stati loro stessi, infatti, a rinunciare a ogni forma di indennizzo dall'uomo che ha ucciso Roberta Ragusa. "Non vogliamo i suoi soldi" hanno fatto dire dai loro legali. Quei soldi, insieme ai beni di cui Roberta stessa era proprietaria, tra cui anche l'autoscuola ‘Futura', resteranno a disposizione dei due figli Alessia e Daniele, 18 e 21 anni. Quanto alla casa di Gello, quella dove per le carte del processo, sarebbe maturato il delitto, è oggi abitata dai due figli e dalla loro ex ‘tata', Sara Calzolaio, oggi attuale compagna di Logli. La stessa, che dopo il verdetto di Cassazione ha gridato all'ingiustizia, e all'errore giudiziario. "Hanno lasciato solo due ragazzi", disse una settimana fa a Quarto Grado.