"La verità non è italiana, la giustizia nemmeno". Ci aveva veramente creduto, Sara Calzolaio, alla possibilità che la Cassazione ammettesse il ricorso del compagno, Antonio Logli, contro la sentenza d'appello che lo condannava a 20 anni di carcere per l'omicidio della moglie Roberta Ragusa e la distruzione del suo cadavere. Invece, come in molti si aspettavano il Palazzaccio ha confermato la condanna e le porte del carcere si sono aperte, dopo sette anni, per il 56enne Logli.

"Hanno vinto le bugie dei falsi"

La delusione cocente di Sara è stata raccolta dai giornalisti di ‘Quarto Grado', che a ridosso della sentenza, hanno letto il duro commento di Sara in diretta tv. "Hanno lasciato soli due ragazzi – dice l'ex ‘tata' di casa Logli, riferendosi ai figli del compagno, che oggi tratta come figli suoi – sono distrutta, non so come poter andare avanti". "Daniele – racconta, riferendosi al primogenito di Roberta, che ieri si è allontanato da casa alla notizia della sentenza, ndr – mi sta stupendo, mi incoraggia. Alessia invece è crollata dal dolore".

La reazione dei figli: "Daniele mi incoraggia"

"Io non mi capacito, è un incubo, Abbiamo lottato per cosa? per vedere vincere le bugie dei falsi". Sara ieri ha atteso la sentenza di Cassazione con il suo compagno, in un B&B. Poi, vinta dolore, è stata riaccompagnata a casa da alcuni parenti, insieme ad Alessia. I due figli di Roberta Ragusa avrebbero fatto un patto con Sara, pochi giorni prima del verdetto definitivo, un patto voluto proprio di Antonio Logli, quello di restare sempre insieme.

La prima notte di Logli in carcere

Antonio Logli, intanto, ha trascorso la prima notte in cella nel carcere ‘Le sughere' di Livorno, dove è stato condotto ieri sera dagli stessi carabinieri a cui sette anni fa, aveva denunciato la scomparsa di Roberta, sua moglie. Logli, che si è sempre mostrato alle telecamere sorridente e tranquillo, persino nei momenti più bui, alla fine del tragitto è apparso ai militari provato, con gli occhi lucidi. Era la prima volta.