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Rissa nei bagni di una scuola media a Parma, bidella ferita finisce in pronto soccorso

Rissa nei bagni di una scuola media di Parma tra due studenti di terza: interviene una bidella che viene colpita e finisce al pronto soccorso per delle contusioni.
A cura di Davide Falcioni
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Ancora un episodio di violenza tra i banchi. Questa volta accade a Parma, dove due studenti di terza media si sono affrontati all’interno dei bagni di un istituto arrivando anche alle mani. La ricostruzione, riportata da La Gazzetta di Parma, parla di una lite degenerata in una scazzottata particolarmente accesa, tanto da richiedere l’intervento di una collaboratrice scolastica.

Nel tentativo di separare i due contendenti, la donna è stata colpita. L’intervento ha evitato conseguenze peggiori, ma per lei si è reso necessario il ricorso alle cure mediche: accompagnata in pronto soccorso, le sono state riscontrate alcune contusioni, giudicate guaribili in pochi giorni. Dopo l’allarme sono intervenuti anche gli insegnanti presenti, che hanno definitivamente fermato la rissa e informato la dirigenza. I genitori degli studenti sono stati avvisati immediatamente.

La scuola ha reagito con le procedure previste, cioè convocando un consiglio di classe e applicando le sanzioni disciplinari del caso. Secondo quanto trapela, i due alunni avrebbero preso coscienza della gravità del gesto. La collaboratrice scolastica, invece, dovrebbe tornare al lavoro a breve.

E sempre dal fronte dell’istituto è arrivata una presa di posizione netta, accompagnata da un invito a non generalizzare: "Si tratta di un episodio da condannare, è ovvio – fanno sapere in una nota riportata da Tecnica della Scuola – ma sarebbe sbagliato alimentare l’impressione che le scuole sono violente, che non c’è controllo. Noi, al contrario, siamo subito intervenuti e abbiamo cercato di fare ragionare i ragazzi. Però è anche vero che la violenza non è una componente della scuola ma è una dinamica che coinvolge l’intera nostra società".

Violenza giovanile, cosa dicono i dati

Ma cosa dicono i dati sulla violenza giovanile? Dopo fatti di cronaca recenti, come l’omicidio avvenuto in una scuola di La Spezia, l’attenzione sulla violenza tra i giovani è cresciuta. Un’indagine di Skuola.net evidenzia come ragazze e ragazzi siano immersi in una vera e propria "dieta mediatica" carica di aggressività, capace di incidere su comportamenti e percezioni.

Contenuti legati a risse, sopraffazione, sparatorie o sfide criminali non rappresentano più un’eccezione: circolano quotidianamente su social network, videogiochi, musica e serie televisive, raggiungendo i più giovani senza che questi li cerchino attivamente. Secondo lo studio, il 27% degli intervistati entra in contatto con immagini o narrazioni violente ogni giorno, il 37% molto spesso. Solo il 28% dichiara un’esposizione rara e appena il 9% afferma di non esserne mai coinvolto.

Ancora più significativo è il dato sulla percezione degli effetti: per il 70% dei giovani l’esposizione continua alla violenza contribuisce a un aumento dei comportamenti aggressivi. Il 17% la considera la causa principale, il 53% una concausa rilevante. Solo una minoranza, pari al 30%, non riconosce un legame diretto.

Numeri che rendono riduttivo attribuire gli episodi di violenza a singole etichette o gruppi. Il fenomeno appare trasversale e legato a un contesto comunicativo in cui linguaggi duri e modelli aggressivi sono sempre più presenti e tollerati. Non a caso, cresce anche la richiesta di sicurezza: un instant poll di Skuola.net, condotto su oltre 500 studenti dopo la tragedia di La Spezia, indica che il 60% sarebbe favorevole a controlli più stringenti nelle scuole a rischio, compreso l’uso di metal detector, e a sanzioni severe per chi introduce armi o oggetti offensivi negli istituti.

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