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Rigopiano, l’appello dei parenti delle vittime: “Processo a rischio, basta rinvii”

“Se la situazione epidemiologica non cambierà rapidamente, si avrà impossibilità di celebrare il processo per un tempo indefinito” avverte l’avvocato Reboa legale dei familiari di quattro delle vittime della tragedia dell’Hotel Rigopiano. La proposta è di trovare spazi adeguati per mantenere distanze e non rinviare ulteriormente il procedimento.
A cura di Antonio Palma
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"Sarà impossibile celebrare il processo sul disastro di Rigopiano nel rispetto delle distanze sociali" e "Se la situazione epidemiologica non cambierà rapidamente, si avrà impossibilità di celebrarlo per un tempo indefinito", è l'allarme lanciato dall'Avvocato Romolo Reboa, legale dei familiari di quattro delle vittime della tragedia dell’Hotel Rigopiano del 18 Gennaio 2017, che chiede una nuova sede più grande e capiente per poter celebrare il procedimento giudiziario. In una lettera indirizzata al Presidente del Tribunale di  Pescara Angelo Mariano Bozza, l'avvocato ha ricordato la situazione di enorme assembramento registrata nella prima sessione di udienza preliminare del processo, nel luglio scorso, sottolineando che una simile condizione ovviamente oggi sarebbe impossibile in piena emergenza coronavirus e così anche per l'ipotetica data del 10 luglio prossimo, giorno in cui il procedimento pare dovrebbe riprendere.

Il problema è che seppur insufficiente, l'aula utilizzata è la più grande che il Tribunale abruzzese possa mettere a disposizione. Non solo, "alla ripresa dei lavori giudiziari, non è difficile ipotizzare che l’aula sinora utilizzata, che consente il rispetto delle distanze sociali per molti processi, sarà richiesta da molti Magistrati, rendendo ancora più difficile la già pesante attività giurisdizionale cui è sottoposto il G.U.P" sottoleina lo stesso avvocato nel missiva inviata non a caso anche al Ministro della giustizia e alle autorità amministrative e giudiziarie locali.

La proposta del legale dei parenti delle vittime di Rigopiano è quella di trovare uno spazio dedicato esterno al Tribunale per proseguire le udienze, compresi palazzetti dello sport e sale cinematografiche, come pure accaduto in altri contesti.  "Nell’interesse della giustizia, sia stipulata una convenzione tra enti pubblici che consenta di allestire un’area idonea a celebrare il processo per il disastro Rigopiano nel rispetto delle distanze sociali e del diritto di difesa di tutte le parti e con quella rapidità che, malgrado gli sforzi sinora non è stato possibile avere, soprattutto per la non continua disponibilità dell’aula assegnata, ove sinora era stato comunque possibile andare avanti, malgrado inadeguata" ha concluso l'avvocato.

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