"L'Italia è entrata nella terza fase della pandemia di Coronavirus. Aumenta l'incidenza, con picchi in alcune regioni e province autonome, ma soprattutto il trend è in crescita anche tra i giovani in età scolare, conseguenza forse della circolazione delle varianti". A parlare è Gianni Rezza, del Ministero della Salute, che ha spiegato i dati dell'ultimo monitoraggio settimanale della situazione epidemiologica del nostro Paese nel corso della consueta conferenza stampa del venerdì della Cabina di Regia. L'esperto ha sottolineato che "stiamo vivendo una fase di transizione. Il virus circola ovunque, c'è una tendenza al peggioramento in generale".

Molti focolai che stanno scoppiando sono legati proprio alle varianti. "Bisogna intervenire tempestivamente e anche duramente per fermare le varianti brasiliana e sudafricana e mitigando l'andamento di quella inglese, che diventerà dominante nel giro di poco tempo – ha continuato l'epidemiologo -. Non è un caso che vediamo dei picchi dei tassi di incidenza laddove le mutazioni sono più diffuse, come la provincia autonoma di Bolzano, dove per altro ci sono stati cluster di variante sudafricana, così come in Trentino, Abruzzo e Molise dove invece è più diffusa la variante inglese, che sappiamo essere più trasmissibile rispetto ai ceppi originari di circa il 36%".

Altro dato che emerge dall'analisi dei numeri dell'ultima settimana è l'abbassamento dell'età mediana dei contagiati: "L'Italia tutta è colpita dal virus, anche se ci sono regioni con una circolazione più bassa come Calabria, Sardegna e aree della Sicilia. Notiamo soprattutto una diminuzione dell'età mediana, dovuta in parte all'effetto della campagna di vaccinazione delle fasce più fragili della popolazione ma anche per i focolai che sono scoppiati nelle scuole, che potrebbe essere conseguenza delle varianti che infettano in maniera più visibile i bambini, anche se nella maggior parte dei casi si tratta di asintomatici. Tende infatti a crescere tasso di incidenza in età scolastica, al di sopra degli 11 anni in particolare. Non bisogna rilassarsi. Quando si parla di chiusure scolastiche è sempre doloroso. Ma laddove ci sono dei focolai o presenza di varianti è chiaro che tale decisione è assolutamente da considerare. Dobbiamo essere pragmatici".