No alla detenzione domiciliare o al differimento della pena causa "infermità" per Gaetano Riina, il fratello del boss di Cosa Nostra Totò, morto nel novembre del 2017. È quanto ha deciso il tribunale di sorveglianza di Torino, che ha respinto un'istanza del legale di Gaetano Riina che, a 87 anni, è detenuto in regime di alta sorveglianza nel carcere delle Vallette, alle porte del capoluogo piemontese, con un fine pena fissato per il 2023.

Ha 87 anni e problemi di salute – La pena che il fratello del boss di Cosa Nostra sta scontando gli è stata inflitta dalla Corte d'appello di Napoli per avere partecipato a un'associazione di stampo mafioso. A quanto si apprende, Gaetano Riina ha attualmente dei problemi di salute – è stato anche ricoverato per un mese nel reparto detenuti dell'ospedale Molinette -, condizioni di salute che, secondo una prima interpretazione della pronuncia del tribunale, sono state giudicate compatibili con la reclusione in carcere nella struttura alle porte di Torino. Nei mesi scorsi gli avvocati di Gaetano Riina avevano chiesto di far uscire dal carcere il loro assistito allegando all'istanza una relazione medica in base alla quale il detenuto è affetto da varie patologie quali cardiopatia ischemica cronica e in passato è stato sottoposto ad angioplastica coronarica.

La delusione degli avvocati di Riina: "Ci aspettavamo un esito differente" – "Siamo molto delusi. Ci aspettavamo un esito differente. Stiamo parlando di un uomo di 87 anni con dei seri problemi di salute", ha commentato la decisione del tribunale di sorveglianza l'avvocato Vincenzo Coluccio, che difende Riina insieme al collega Giuseppe La Barbera.