Anziano cremato per errore a Firenze, indagine interna del Comune: “Vogliamo chiarezza, prenderemo provvedimenti”
È comprensibilmente sconvolta la famiglia dell'uomo di 87 anni cremato per errore due giorni fa al posto di una donna e ora il figlio dell'anziano, Bernardo Bonazzi, è intenzionato a rivolgersi a un avvocato per capire se possano esserci gli estremi per un’azione penale e civile nei confronti di chi ha scambiato la salma, impedendo alla famiglia di celebrare il funerale.
A riportare la notizia è il quotidiano La Nazione. Secondo quanto è stato ricostruito, l'errore era stato scoperto solo dieci minuti prima dell’inizio della celebrazione delle esequie nella chiesa di San Francesco e Santa Chiara a Montughi. l'87enne era morto giovedì scorso.
La salma sarebbe stata consegnata per errore per la cremazione al posto di quella di una donna, il cui corpo è stato rinvenuto all'interno della bara destinata all'anziano. Come si legge sul sito del Comune di Firenze, "la cremazione è una pratica funeraria, concessa in alternativa alla sepoltura della salma, che viene autorizzata dagli uffici di Stato civile, su richiesta dei familiari".
Comune che, a quanto si apprende, ha aperto un'istruttoria interna per tentare di ricostruire con esattezza l'accaduto, definire le responsabilità e capire in quale passaggio sia stato commesso l'errore.
Si indaga sulle procedure seguite all'obitorio di Careggi e sulle persone coinvolte, come i dipendenti dell'ufficio cimiteriale incaricati di effettuare i controlli e dell'ufficio funebre.
Ieri domenica 6 settembre, la famiglia ha l’assessore ai Servizi cimiteriali Dario Danti che ha manifestato la vicinanza dell’amministrazione. “Ho personalmente parlato con il signor Bernardo Bonazzi, manifestandogli la vicinanza della sindaca Sara Funaro, del sottoscritto, degli uffici comunali", ha spiegato Danti.
"È stato commesso un grave errore da parte dell’impresa funebre e sarebbero stati opportuni maggiori controlli da parte di chi era preposto a farlo per quanto ci riguarda", aggiunge.
"Sono in corso tutte le verifiche del caso attraverso un'istruttoria interna: vogliamo chiarezza massima sulle responsabilità di quanto accaduto e prenderemo i provvedimenti necessari perché un episodio del genere non possa più ripetersi”.