"Ci hanno insegnato che bisogna sempre sorridere e non perdere mai la speranza". A parlare è Ilaria Ferlaino, che ha 31 anni e che di professione fa l'assistente socio-sanitaria. Ogni giorno trova sulla sua strada tante storie complicate, di persone che lottano contro malattie dure e che non si arrendono anche quando la situazione appare critica. Tra queste, c'è quella di Rebecca e di Pedro, due ragazzi di 21 e 24 anni, originari del Venezuela, stroncati da una aggressiva forma di leucemia, e con i quali ha stretto un rapporto che non era soltanto professionale. "Siamo diventati amici, insieme anche ad un'altra volontaria, che pure si chiama Ilaria – dice a Fanpage.it –. E oggi che sia Rebecca che Pedro non ci sono più voglio farli rivivere attraverso quello che mi hanno mostrato, e cioè che nonostante tutte le brutte cose che possono capitare nella nostra vita bisogna lottare fino alla fine".

Ilaria fino allo scorso mese di giugno lavorava all'Istituto Oncologico di Candiolo, in provincia di Torino, dove ha conosciuto Rebecca e Pedro. "Entrambi erano affetti da leucemia, lei in particolare aveva una forma linfoblastica acuta – racconta ancora Ilaria -. Erano arrivati dal Venezuela, dal momento che c'era una convenzione con la nostra struttura, per cui spesso venivano trasferiti pazienti dal Paese sudamericano, spesso anche molto giovani". Rebecca era un studentessa con il sogno del canto. Aveva persino inciso una canzone il cui videoclip era finito su YouTube e prima di venire in Italia teneva piccoli concerti dall'altro lato dell'oceano. "Rebecca e Pedro non si conoscevano prima di arrivare qui, era il 2016, e, anche per la loro età, abbiamo subito creato un gruppo bellissimo. Insieme ballavamo, ci divertivamo, entrambi avevano una energia incredibile, sempre pronti a far festa, anche quando avevano poche forze e la malattia stava progredendo. Quando era ricoverato, lei entrava nella sua stanza con la chitarra e cantava per lui". Rebecca è morta l'11 aprile scorso e Pedro poco dopo di lei, l'11 agosto: "Avevano un bellissimo rapporto, si sostenevano a vicenda, poi la malattia ha preso il sopravvento".

Ma, nonostante questo, hanno entrambi lasciato un importante insegnamento alle persone che hanno incontrato sulla loro strada. "Ci hanno mostrato che bisogna sorridere, andare avanti e non perdere la speranza, lottando fino alla fine – conclude Ilaria -. Spesso, anche quando aveva dei giorni no, io e Rebecca ci ritiravamo su un balconcino del reparto per ballare e scatenarci. Così come non potrò mai dimenticare di quando entrava nelle stanze degli altri pazienti per rincuorarli, per dire loro di non piangere perché la vita era comunque bella, anche con la malattia. Spero che ascoltando la sua storia anche altri che sono nella sua stessa condizione possano non mollare e andare avanti. È stata un'eroina per tutta le persone che la conoscevano e che l'hanno conosciuta in pochi mesi".