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21 Settembre 2020
17:35

Rapporto Oxfam: l’1% più ricco del Pianeta inquina più di quanto non facciano 3 miliardi di poveri

In 25 anni, l’uno per cento più ricco della popolazione mondiale ha emesso in atmosfera il doppio di CO2 rispetto a 3,1 miliardi di persone, la metà più povera del pianeta. È l’allarme lanciato con il rapporto Disuguaglianza da CO2, pubblicato da Oxfam in collaborazione con lo Stockholm Environment Institute, alla vigilia dell’Assemblea generale della Nazioni Unite che vedrà i leader di tutto il mondo impegnati a discutere di sfide globali come la crisi climatica.
A cura di Susanna Picone
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In 25 anni l’uno percento più ricco della popolazione mondiale, 63 milioni di abitanti, ha emesso in atmosfera il doppio di CO2 rispetto a 3,1 miliardi di persone, la metà più povera del pianeta. Alla vigilia dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite arriva un nuovo rapporto che denuncia l’impatto devastante dello stile di vita adottato dalla parte più ricca del mondo. È il rapporto Disuguaglianza da CO2 pubblicato da Oxfam-Stockholm Environment Institute. Il rapporto è stato pubblicato alla vigilia dell’Assemblea generale della Nazioni Unite che vedrà i leader mondiali impegnati a discutere di sfide globali, compresa la crisi climatica. Dalla ricerca, che analizza la quantità di emissioni per fasce di reddito tra il 1990 e il 2015, periodo nel quale le emissioni di CO2 sono più che raddoppiate, risulta che: il 10 percento più ricco è stato responsabile di oltre la metà (52 percento) delle emissioni di CO2 in atmosfera; l’1 percento più ricco del 15 percento, più di quanto non abbiano contribuito tutti i cittadini dell’Ue e il doppio della quantità prodotta dalla metà più povera del pianeta; nello stesso periodo, il 10 percento più ricco ha consumato un terzo del nostro "budget globale di carbonio" mentre la metà più povera della popolazione solo il 4 percento. In altre parole l’ammontare massimo di anidride carbonica che può essere rilasciata in atmosfera senza far aumentare la temperatura globale sopra 1,5 gradi centigradi è stato già consumato per più del 30 percento dal 10 percento della popolazione più ricca.

Elisa Bacciotti, responsabile campagne di Oxfam Italia, ha spiegato che lo stile di vita, di produzione e di consumo di una piccola e privilegiata fascia di abitanti del pianeta sta alimentando la crisi climatica e a pagarne il prezzo sono i più poveri del mondo. "I dati raccolti dal 1990 alla metà degli anni Dieci, ci raccontano di un modello economico non sostenibile, né dal punto di vista ambientale, né dal punto di vista economico e sociale, che alimenta la disuguaglianza soffocando il pianeta da tutti i punti di vista", ha spiegato. Oxfam aggiunge che con l’allentamento delle restrizioni imposte dalla pandemia di Coronavirus, le emissioni di CO2 torneranno a crescere ed è quindi essenziale ridurre del 30 percento le emissioni globali per non esaurire, entro il 2030, la quota di emissioni massima che possiamo permetterci di produrre senza far aumentare la temperatura globale oltre 1,5 gradi centigradi. Questo implica una modifica profonda delle abitudini dei più ricchi del pianeta: oggi la disuguaglianza da CO2 è talmente profonda che, anche se il resto del mondo adottasse un modello a emissioni zero entro il 2050, il 10 percento più ricco potrebbe esaurire le sue riserve entro il 2033. Secondo il rapporto il 10 percento più ricco dovrebbe ridurre di dieci volte le proprie emissioni di CO2 entro il 2030 per fare in modo che l’aumento delle temperature globali non oltrepassi 1,5 gradi centigradi.

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