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Ragazzi scomparsi a Olbia, i genitori: “Adulti li stanno trattenendo, fateli tornare a casa”

Il padre di uno dei ragazzi scomparsi in Sardegna: “La cosa che mi preoccupa è che siano in mano ad adulti che li tengono in ostaggio e non possono tornare a casa. Se così fosse, voglio dire a queste persone di mettersi una mano sulla coscienza e lasciar andare questi ragazzi minorenni a casa perché noi non stiamo vivendo più”.
A cura di Susanna Picone
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Immagine di repertorio
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Vanno avanti in Sardegna le ricerche dei due ragazzi di 15 e 17 anni scomparsi a Olbia dalla sera di giovedì 25 gennaio. Nonostante i ripetuti appelli, i due non danno notizie ai loro familiari ormai da più di una settimana.

Durante le ricerche dei due ragazzi, coordinate dalla Prefettura di Sassari, le forze dell’ordine stanno utilizzando anche l'elicottero "Fiamma" del 10/o Nucleo Elicotteri Carabinieri di Olbia.

Secondo le ultime indiscrezioni, gli uomini dell'Arma si starebbero concentrando in particolare nell'agro di Olbia e le sue frazioni come Berchideddu, insieme con Putzola, frazione del Comune di Padru. Si perlustrano casolari abbandonati e vecchi stazzi. Fra le piste prese in considerazione, ci sarebbero anche quelle dei riti satanici e della droga.

Ieri sera in collegamento con Quarto Grado il padre di uno dei due ha lanciato un nuovo appello: "Rientra a casa che tutti ti stiamo aspettando a braccia aperte. Qualsiasi problema ci sia lo risolviamo insieme", le parole dell’uomo. "È la nona notte senza mio figlio, al freddo e al gelo. Spero sia una ragazzata ma la cosa che ora mi preoccupa è che siano in mano ad adulti che li tengono in ostaggio e non possono tornare a casa. Se così fosse, voglio dire a queste persone di mettersi una mano sulla coscienza e lasciar andare questi ragazzi minorenni a casa perché noi non stiamo vivendo più. Temo per la loro sorte".

La sera del 25 gennaio i due minorenni sono stati visti insieme all'interno di un bar in via Roma a Olbia, i loro telefoni risultano ormai spenti. L'ultima cella a cui si è agganciato il cellulare è nella zona dell'Istituto scolastico Agrario di Olbia, il giorno stesso della scomparsa. Suo padre ha detto che l’ultimo messaggio l'ha inviato a sua mamma il 25 sera: le diceva che avrebbe dormito da un amico.

"C'è un muro di omertà a scuola e nei bar, nessuno li ha visti. Mio figlio ha conosciuto l'altro a capodanno, solitamente usciva con altri ragazzi. Quella sera è uscito di casa con 5 euro in tasca, non ha preso nulla a casa, né zaino né altro. Io credo siano qui in Sardegna", ha detto ancora il padre.

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