Quattordicesima condanna per il truffatore degli hotel: Alfonso Russo gira l’Italia senza pagare

Molti viaggiatori scelgono con cura hotel di qualità, cercando comfort e servizi provando a non spendere una fortuna. Poi c’è Alfonso Patrizio Russo, 48 anni, originario di Napoli e residente tra Seregno e Desio, che fa lo stesso… ma senza pagare un centesimo. L’uomo dalle mille identità – top manager della moda, responsabile Amazon Italia Logistica, a seconda della fantasia del momento – ha trasformato soggiorni di lusso in una vera e propria specialità: promette di pagare, si gode spa e minibar, e poi sparisce nel nulla.
L’ultima condanna, arrivata il 10 marzo al Tribunale di Bolzano, segna la quattordicesima per Russo. Il giudice Rocco Valeggia lo ha condannato a due mesi per insolvenza fraudolenta, con 4.000 euro da versare alla parte civile e 3.000 euro di spese legali. La difesa d’ufficio, rappresentata dall’avvocatessa Claudia Salvador, aveva cercato di smontare l’ipotesi del piano premeditato, ma non è servito. Il magistrato ha comunque escluso la recidiva, nonostante i decenni di procedimenti aperti in tutta Italia.
Il suo metodo è ormai consolidato: suite da sogno, minibar svuotati, servizi extra richiesti con puntualità e check-out posticipati. In Trentino e Alto Adige, ad esempio, Russo ha lasciato conti da 2.680 euro in una suite di lusso, più 300 euro di extra. In Val di Fassa, per simulare la sua presenza nella stanza, aveva persino lasciato la chiave elettronica inserita nel dispositivo, mentre lui era già sparito. In ogni struttura si presentava con documenti falsi, assicurando che la fattura sarebbe stata pagata da una società famosa, di solito Amazon Italia.
Negli anni, la sua figura è finita anche in televisione: Rai, tra La Vita in Diretta e I Fatti Vostri hanno raccontato le sue imprese, mentre lui si difendeva con disarmante leggerezza: “Non sono furbo, al massimo ho fatto qualche leggerezza. Ma in buona fede”. Una convinzione soggettiva, visto che dietro ogni soggiorno rimanevano conti salati e proprietari inferociti.
Campano di origine, ma ormai cittadino d’Italia “per hotel”, Russo ha collezionato oltre sessanta denunce in tutto il Paese e trentadue bandi dai Comuni. Nonostante tutto, continua a girare indisturbato, trasformando le truffe in uno stile di vita consolidato.