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9 Giugno 2022
15:25

Quanto deve preoccupare il terremoto di oggi nel Centro Italia: il parere degli esperti

Carlo Doglioni (INGV): “Monitoriamo la situazione minuto per minuto”. Il docente di geologia Emanuele Tondi: “Pericolosità sismica associata a terremoti di magnitudo 5”.
A cura di Davide Falcioni
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Tra le provincie di Ascoli Piceno, Fermo, Macerata e Teramo la scossa di terremoto di magnitudo 4.1 registrata alle 13 e 18 di oggi ha rievocato tristi ricordi e suscitato non poca preoccupazione: poco meno di 6 anni fa, infatti, si innescò proprio nella stessa area del Centro Italia – seppur qualche decina di chilometri più a ovest – una sequenza sismica devastante dapprima con il terremoto di Amatrice, Arquata del Tronto e Accumoli, poi con quelli dei mesi successivi a Norcia, nell'Appennino Maceratese e in Abruzzo. Il bilancio fu gravissimo: le vittime causate dal primo sisma furono 299, mentre l'area distrutta conta decine di comuni e danni per decine di miliardi di euro. La ricostruzione è ancora in corso e purtroppo ben lungi dal terminare.

INGV: "Monitoriamo la situazione minuto per minuto"

Il sisma di oggi, al contrario di quello del 2016, ha avuto il suo epicentro nel Mare Adriatico, al largo dei comuni di Cupra Marittima, Grottammare e San Benedetto del Tronto. La scossa è stata avvertita chiaramente dalla popolazione lungo la costa picena e nell'entroterra, fino alle città già interessate dalle scosse del recente passato. "Stiamo monitorando attentamente la situazione minuto per minuto. Il sisma di oggi – ha spiegato a Fanpage.it Carlo Doglioni, presidente dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia – non ha nulla a che vedere con quello del 2016. Ci troviamo nello stesso ambiente geodinamico legato alla discesa della litosfera adriatica sotto l'Appennino, però si tratta della parte esterna della catena montuosa, quella sommersa sotto il Mare Adriatico, in una fascia in compressione. Quello di oggi è stato un sisma molto diverso rispetto a quello di sei anni fa, che invece era estensionale. Purtroppo non siamo ancora in grado di prevedere quale potrebbe essere l'evoluzione, ma sappiamo già che ci sono state oggi stesso delle repliche di minore intensità".

Carlo Doglioni (INGV)
Carlo Doglioni (INGV)

Il sistema di "vigilanza" dell'INGV si è quindi immediatamente attivato, tuttavia spiega sempre Doglioni "essendo un terremoto a mare non possiamo posizionare sul fondale una rete di sismometri. Valuteremo l'evoluzione, e semmai ne posizioneremo qualcuno a terra nella zona di San Benedetto del Tronto".

Il professor Tondi: "Pericolosità sismica associata a terremoti di magnitudo 5"

Il professor Emanuele Tondi, docente di geologia all'Università di Camerino ed esperto conoscitore delle faglie del centro Italia, aggiunge: "La costa marchigiana a sud di Ancona – spiega a Fanpage.it – generalmente ha una sismicità bassa e non preoccupante. Tuttavia possono registrarsi terremoti sporadicamente più forti: poco più a nord dell'epicentro di oggi, al largo di Porto San Giorgio, nel 1987 si raggiunse una magnitudo massima di 5 e si registrarono oltre 90 scosse, oltre ad alcuni danni. La pericolosità sismica è dunque associata a terremoti di magnitudo 5. Eventi come quello di oggi sono generati da faglie inverse, differenti da quelle dirette che ad esempio hanno generato i terremoti lungo la dorsale appenninica. Raccomando a tutti quanto prima di verificare la vulnerabilità sismica delle proprie case sulla base della pericolosità sismica dell'area. Basta chiamare un ingegnere strutturista e un geologo e far fare le verifiche del caso".

Il professor Emanuele Tondi
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