Prostituzione: donne costrette a fare report scritto con incontri e guadagni

A cura di D. F.
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Su un taccuino le prostitute dovevano appuntare orari, guadagni e incontri. Se non erano soddisfacenti, i “protettori” le picchiavano.

Picchiate e insultate se non raggiungevano ogni sera dei risultati stabiliti dagli sfruttatori. E' l'incubo che sono state costrette a vivere una dozzina di prostitute romene e albanesi a Genova: le donne ogni sera dovevano addirittura realizzare un report dettagliato, con all'interno numero di clienti, incassi e orari di lavoro, da consegnare a una gang di violenti protettori albanesi, tutti arrestati questa mattina dalle squadra mobile di Genova, Milano e Cosenza.

Nel capoluogo ligure gli arrestati controllavano la prostituzione nella zona della Foce (quartiere residenziale), Di Negro e Sampierdarena. Le ragazze erano costrette a stare sulla strada dalle 22 alle 4 di notte. Di giorno, invece, restavano segregate in stanze messe a loro disposizione. Mentre queste lavoravano i ‘protettori' facevano la bella vita giocando al Bingo o nei night-club. In più di un'occasione i poliziotti hanno monitorato che gli albanesi dopo aver finito i soldi durante una serata si facevano portare un anticipo direttamente dalle ragazze.

L'inchiesta ha fatto emergere che per queste lucciole era praticamente impossibile riuscire a smettere di lavorare sulla strada. Venivano minacciate di violenza su figli e parenti che si trovano in Albania. A Genova questa mattina sono finiti in manette in tre, tutti di ventotto anni. Gli arresti su ordinanza di custodia cautelare chiesta dal pm Federico Manotti per i reati di sfruttamento della prostituzione sono avvenuti nelle loro abitazioni della zona di Cornigliano e Sampierdarena.

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