Processo Stato-Mafia, Spatuzza: “Non parlai prima di Berlusconi per paura”

A cura di D. F.
collaboratore di giustizia sin dai tempi di borsellino avrebbe dovuto testimoniare oggi
Il pentito sta deponendo al processo sulla trattativa ed ha spiegato di non aver mai parlato di Berlusconi e Dell’Utri prima del 2009: “Dopo alcune settimane dalla mia decisione di collaborare con la giustizia, nel 2008, cadde il governo Prodi e subentrò in me un grosso timore. Mi trovai Berlusconi presidente del Consiglio e Alfano come ministro della Giustizia e le mie preoccupazioni aumentarono ulteriormente”.

Il pentito Gaspare Spatuzza sta deponendo al processo sulla trattativa Stato-Mafia. Rispondendo all'avvocato di Dell'Utri ha detto: "Dopo alcune settimane dalla mia decisione di collaborare con la giustizia, nel 2008, cadde il governo Prodi e subentrò in me un grosso timore. Mi trovai Berlusconi presidente del Consiglio e Alfano come ministro della Giustizia e le mie preoccupazioni aumentarono ulteriormente". Il difensore di Dell'Utri aveva fatto notare come Spatuzza ha raccontato ai pm solo nel 2009, a oltre un anno dal pentimento, che il capo mafia Giuseppe Graviano, nel ’94, gli avrebbe indicato in Berlusconi e Dell’Utri i suoi nuovi referenti politici. Il pentito ha spiegato la sua decisione di attendere così a lungo proprio con le preoccupazioni per il nuovo governo guidato dal Cavaliere: "Se il governo fosse caduto prima – ha detto – non mi sarei neppure pentito. Non voglio insinuare nulla su Alfano. Non voglio dire cose che non so, ma certo ero preoccupato".

Nella deposizione di ieri Spatuzza ha ammesso di aver deciso di parlare delle affermazioni di Graviano dopo aver appreso che le procure di Caltanissetta e Palermo si erano espresse favorevolmente riguardo in suo inserimento in un programma di protezione. Il legale di Dell'Utri ha fatto notare come il pentito avesse avuto un colloquio con Pierluigi Vigna, all'epoca Procuratore Nazionale Antimafia, già nel 1998. Allora però non disse nulla delle frasi di Graviano su Berlusconi e Dell'Utri: "La mia – ha detto Spatuzza -non era una collaborazione. Avevo solo mostrato disponibilità perché dentro di me mi ero ravveduto. Ma solo nel 2008, dopo un lungo percorso personale, ho deciso di pentirmi”. Il pentito ha poi affermato: "Dopo il fallito attentato all’Olimpico finirono le stragi perché avevamo chiuso tutto”, riferendosi a una confidenza che gli avrebbe fatto Graviano, ovvero che grazie a "persone serie" come il Cavaliere e Dell'Utri Cosa Nostra aveva ormai ottenuto tutto ciò che poteva ottenere, dunque si potesse chiudere il periodo delle stragi.

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