"Giuseppe era troppo geloso, la controllava anche costringendola anche a effettuare delle videochiamate per confermarle quello che lei gli diceva. Non le permetteva di avere un profilo suo sui social. Le diceva che doveva dimagrire, che doveva andare dall'estetista. Piccole cose, ma continue". Questa la testimonianza di una vicina di casa Aurelia Laurenti, la 32enne uccisa con otto coltellate dal compagno Giuseppe Forciniti nella loro casa di Roveredo in Piano (Pordenone).

Dopo le dichiarazioni choc della madre del femminicida, giunta in Friuli da Rossano, in Calabria, subito dopo i fatti, per difendere il figlio, sono oggi le rivelazioni della vicina a gettare nuova luce sul caso. Se la madre dell'infermiere Giuseppe lo aveva descritto come un marito responsabile e premuroso, sempre pronto a occuparsi della famiglia mentre ‘lei era al telefono', la vicina della coppia parla di lui come di un uomo geloso, controllante. Se con la compagna Giuseppe mostrava un piglio duro, nella propria sfera non sembrava avere altrettanto rigore, almeno stando alle parole del padre di Aurelia, secondo il quale, prima di essere uccisa, sua figlia aveva scoperto una relazione clandestina grazie a una chat presente sul telefono del compagno.

Quello che emerge dalle indagini è il quadro di una giovane coppia in crisi. Sempre secondo il padre di Aurelia, la giovane madre sarebbe stata sul punto di lasciare il marito prima che lui la uccidesse. Questa estate, come racconta Giuseppe Laurenti, stanca di quel rapporto che durava da quanto Aurelia aveva già lasciato per pochi giorni il compagno, salvo poi fare ritorno a casa per ‘il bene dei bambini'.