Perché rinunciare a un meraviglioso tratto di costa tra natura e storia solo per qualche roccia caduta tra spiaggia e mare?  È la domanda che probabilmente si sono fatti le decine di bagnanti che, dopo l'ordinanza che ha interdetto l'are più prossima alla parete rocciosa pericolante ha deciso comunque di affollare il tratto costiero ammassandosi dall'altra parte della spiaggia non vietata. È quanto accaduto a Lama Monachile, a Polignao a mare, uno dei luoghi turistici tra i più noti della Puglia, in questi giorni alle prese con un improvviso distacco di rocce ha fatto scattare le misure di sicurezza. Si tratta di un tratto di mare racchiuso tra due strapiombi di rocce conosciuto a livello internazionale perché ogni anno si tengono i campionati mondiali di tuffi dalle grandi altezze.

L'allarme è scattato lo scorso 16 agosto quando si è verificato il distacco di parte del costone roccioso fortunatamente senza conseguenze per persone o cose. Temendo una fragilità della falesia, a scopo precauzionale, la Capitaneria di Porto di Monopoli ha emanato così una ordinanza che ha interdetto l’area alla balneazione ed "a qualsiasi tipo di immersione subacquea, a qualsiasi tipo di pesca e a di navigazione (ivi comprese le attività di sosta ed ancoraggio), con qualunque tipo di unità (anche da spiaggia) ed in genere a qualunque attività inerente, anche indirettamente, l’uso del mare, ad una distanza inferiore a 10 metri dalla parete rocciosa".

L'area è stata recintata e chiusa ma i bagnanti non ci hanno pensato minimamente ad allontanarsi, affollando in massa la parte rimasta accessibile come dimostrano le immagini delle riprese di TgNorba 24. Del resto dalle prime verifiche pare che il distacco non sia dovuto a un cedimento strutturale del costone ma sia dovuta alle radici dei fichi selvatici. Lo stesso sindaco di Polignao, Domenico Vitto, ha assicurato che la situazione sarà risolta entro la settimana dopo le verifiche dei rocciatori già contattati dal comune.