“Più di dieci ore di viaggio per tornare Italia”: Nicolò lascia la Norvegia dopo lo sciopero dei controllori di volo

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Il caos all'aeroporto di Bergen dopo le cancellazioni dei voli / foto di nicolò orlandini
Lo sciopero dei controllori di volo in Norvegia è terminato, e i centinaia di turisti rimasti bloccati da sabato a Bergen stanno ripartendo: “Questo disagio ci è costato molti soldi”

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Lo sciopero dei controllori di volo che da sabato tiene centinaia di turisti bloccati all'interno dell'aeroporto di Bergen, in Norvegia, è terminato. Decine i voli cancellati e i turisti che in queste notti hanno dormito nello scalo aeroportuale a causa della scarsità di alloggi in città durante l'alta stagione.

Tra coloro che stanno tornando a casa c'è Debora, che in tre giorni ha speso 900 euro per non dormire sul pavimento dell'aeroporto, e anche Nicolò che a Fanpage.it spiega che l'odissea per tornare a casa, in Toscana, non è ancora terminata.

L'odissea degli italiani bloccati in Norvegia

"Ora sono in aeroporto per cercare di tornare a casa. Sarà un po' lunga perché faremo Bergen-Oslo, mezz'ora di attesa prima di Oslo-Copenaghen, e poi altre tre ore fino a Firenze. Poi finalmente dovrei arrivare". Si tratta di voli sostitutivi organizzati dalla compagnia aerea in sostituzione del diretto Bergen-Firenze che Nicolò avrebbe dovuto prendere, e con lui anche decine di altri italiani.

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"Ieri sera è arrivata la notizia che le trattative sindacali erano concluse – racconta Nicolò prima di imbarcarsi – Questo disagio ci è costato molti soldi, abbiamo pagato pasti, alloggi, e non ci è stata data alcuna informazione. Nella mattinata di domenica è arrivato il viceconsole per portarci la sua solidarietà, ma non c'era molto che potesse fare".

A bloccarli è stato lo sciopero indetto sabato dall'Associazione norvegese dei controllori del traffico aereo (NFF) che lamentava condizioni di lavoro massacranti. Dalla parte opposta del tavolo c'era Spekter, uno dei sindacati più grandi della Norvegia. Dopo giorni di tensione e cancellazioni, lunedì le parti hanno raggiunto un accordo e la società di gestione dell'aeroporto di Bergen ha potuto organizzare le partenze.

Per i turisti finiti loro malgrado nello svolgimento della trattativa, resta però ancora sul tavolo la questione dei rimborsi da parte della compagnia aerea. Nicolò, come tanti altri, lamenta centinaia di euro spesi per alloggi, pasti, e spostamenti nei tre giorni di limbo trascorsi a Bergen.

"Solo la Croce Rossa norvegese ci ha dato aiuto materiale"

Tutto è iniziato sabato, quando il tabellone delle partenze dell'aeroporto ha iniziato a segnalare le prime cancellazioni. "Il nostro volo era alle 17, e l'amara sorpresa è arrivata verso le 15.30, quando anche il diretto per Firenze è stato cancellato. Poco dopo abbiamo ricevuto una mail della compagnia aerea che ci diceva che avrebbero pensato loro a riprogrammarlo. Da lì ci siamo trovati senza sapere cosa fare".

Poco dopo è arrivato anche un messaggio dagli altoparlanti: "Ci informavano che non c'erano camere disponibili, e che loro non potevano darci un alloggio. Siamo rimasti basiti, non avevamo idea di cosa fare. In totale, italiani e non, eravamo 300-500 persone a essere bloccate in aeroporto. Qualcuno ha trovato una sistemazione grazie all'ospitalità dei volontari della Croce Rossa. Tutti gli altri sono rimasti all'aeroporto".

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Le stuoie e le coperte date all'aeroporto di Bergen / foto di nicolò orlandini

La prima notte Nicolò ha dormito sulla stuoia in poliestere: "A Bergen non c'era quasi nulla, solo una casa a migliaia di euro per tre giorni. Siamo rimasti quindi a campeggiare in aeroporto. È stato un momento di ressa assurdo: i volontari portavano le stuoie e tutti cercavano di prenderne un paio".

Il giorno successivo, Nicolò ha trovato una sistemazione a 500 euro per due notti. "Ora stiamo partendo, ma questo disagio ci è costato molti soldi. Non riceviamo comunicazioni da parte della compagnia da giorni. Speriamo nei rimborsi ma non sappiamo molto".

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