La procura di Pisa ha chiesto l'archiviazione per Daniele Carli, il papà della piccola Giorgia, la bimba di un anno morta in auto il 18 maggio scorso dopo una tragica dimenticanza del genitore. Carli, quarantaquattro anni, lasciò per ore la figlioletta nella vettura posteggiata davanti all'azienda di San Piero a Grado (Pisa) dove lavora come ingegnere. Il pm Giancarlo Dominijanni ha già trasmesso la richiesta all'ufficio gip. A rendere nota la notizia sono i quotidiani locali. Le consulenze di accusa e difesa concordano sull'assenza di comportamenti colposi da parte del padre della bambina. Il consulente della procura Alessandro Meluzzi aveva escluso la causa di punibilità per il quarantaquattrenne: quel giorno Daniele Carli sarebbe stato colpito da un'amnesia dissociativa transitoria, ovvero un improvviso black out che gli ha fatto dimenticare la piccola Giorgia in auto mentre avrebbe dovuto accompagnarla all’asilo nido. Alle stesse conclusioni sono arrivati i consulenti della difesa.

La tragedia scoperta solo nel pomeriggio – Dopo la tragedia dello scorso maggio, la mamma di Giorgia aveva spiegato che il marito accompagnava ogni giorno la piccola al nido, e in tal senso le educatrici dell'asilo ascoltate dallo stesso pm Giancarlo Dominijanni hanno confermato la versione della donna. Quella mattina del 18 maggio scorso però l’uomo, uscito da casa intorno alle 8, dopo 30 minuti è arrivato al lavoro e ha parcheggiato l’auto davanti all’azienda lasciando la figlia all'interno. Nel pomeriggio la moglie è andata al nido per prendere la bimba: quando le hanno detto che non era stata portata al mattino ha chiamato il marito che solo allora, intorno alle 16 del pomeriggio, si è reso conto di averla lasciata in auto. Il papà si è precipitato nel parcheggio ma per Giorgia non c'era più nulla da fare.